• 4. Bambini, famiglie, anziani e inclusione sociale

    Parma è una città con un tasso di natalità in picchiata con valori al di sotto del tasso di mortalità. Avere più di due figli si rivela per alcune famiglie un costo insostenibile che può addirittura portare sotto la soglia di povertà. Occorre intervenire su questi costi riducendo in modo progressivo le tariffe dei servizi educativi, delle mense e del trasporto scolastico che sono state oggetto di forti aumenti durante l’amministrazione Pizzarotti. E bisogna dare risposta alle liste di attesa che per i nidi, dopo la chiusura di quasi 200 posti, hanno ripreso a crescere. Parma non è una città a misura di bambino: c’è bisogno di spazi ricreativi pubblici anche in centro.

    Parma è anche una città con una popolazione che invecchia e con anziani che spesso restano soli e isolati.  Occorre rinsaldare le reti sociali e i servizi di comunità, fornire occasioni di relazione e di attività ricreative e culturali per evitare l’isolamento e prevenire e ritardare il più possibile il ricorso ai servizi di assistenza.

    Per gli anziani non più autosufficienti bisogna recuperare la politica di domiciliarità, di attenzione al diritto alla casa e alle situazioni di fragilità (economiche, di salute, di assenza di familiari in aiuto). Occorre garantire che la risposta privata ai bisogni sia adeguata (istituendo l’albo delle badanti e creando sinergie attraverso la badante di condominio). Bisogna inoltre assicurare controlli più regolari e stringenti sulla qualità del servizio all’interno delle Case Famiglia.

    L’inclusione sociale e il progetto di vita devono essere i principi di base per organizzare al meglio, con un approfondito monitoraggio dei fabbisogni, i servizi per le persone disabili in età scolastica e dopo, fornendo adeguato sostegno alle famiglie.