• 3. Lavoro, sviluppo e giovani

    La disoccupazione non ha età. Parma, città ricca, di grandi imprese e filiere, di tradizioni straordinarie nel terzo settore, deve sviluppare con ancora più forza innovazione e ricerca. La collaborazione tra Università, Istituzioni, Imprese, Commercio, deve portare a un piano di sviluppo dell’agroalimentare che possa generare nuovi posti di lavoro, anche attraverso processi innovativi di marketing territoriale.

    Il turismo di qualità, lo sviluppo e la promozione del marchio Parma e del riconoscimento Unesco, l’attuazione dei nuovi strumenti previsti dalla legge regionale sul turismo devono vedere il Comune promotore di una azione condivisa con tutto il territorio e le province limitrofe, in una logica di area vasta.

    Una città che voglia guardare al futuro deve garantire un ruolo centrale ai giovani, che devono essere responsabilizzati senza discorsi paternalistici. Solo così potranno lavorare per la comunità e per la propria generazione. I giovani che vivono a Parma, tra questi migliaia di studenti fuori sede, hanno poche opportunità e molti divieti. Trasporti pubblici carenti, un esiguo numero di luoghi di studio comune, assenza di centri aggregativi e pochi spazi per la creatività giovanile sono le criticità più sentite. È necessario rimettere i giovani al centro delle attenzioni della politica, in un progetto culturale e sociale che coinvolga amministrazioni, scuola, Università, associazioni.