• 2. Emergenze sociali

    A Parma 11.000 persone sono in condizione di povertà, non hanno abbastanza da mangiare o sono prive di un tetto. Va data piena attuazione agli strumenti previsti dalla Legge regionale su reddito di solidarietà e vanno mantenuti e potenziati i fondi per indigenti e per le morosità incolpevoli. Il Comune deve potenziare la sua azione sussidiaria in progetti di welfare generativo di comunità, capaci di offrire una reale via d’uscita dalle situazioni di emergenza, creando nuove risorse finanziarie e umane.

    Ogni anno vengono somministrati 100.000 pasti dalle mense della carità attive in città; sono 2.890 i pacchi spesa che il Comune fornisce a famiglie bisognose, altri 1.000 arrivano dalle parrocchie. L’Emporio Solidale è un punto di riferimento per 940 famiglie (3.249 persone, in aumento). Il Comune deve investire sulla prevenzione e sui servizi a sostegno delle persone e delle famiglie, in una logica che superi la dimensione emergenziale. L’assistenza deve andare di pari passo con le misure d’integrazione sociale forme di supporto psicologico, la riduzione degli sprechi e le duplicazioni dei servizi con un più efficace coordinamento dei molteplici attori operanti sul territorio.  

    E’ inoltre inaccettabile che ci siano persone che dormono sotto i ponti della città ed è urgente dare risposta alle 1400 famiglie in attesa di assegnazione di una casa. C’è un vasto patrimonio immobiliare di proprietà pubblica inutilizzato e abbandonato. Si deve pensare a progetti di recupero finalizzati ad accogliere chi non ha una casa, sia in ottica residenziale che emergenziale, con il duplice vantaggio di assolvere a una funzione di integrazione sociale e di recupero del tessuto urbano destinato altrimenti al degrado.

    Va inoltre rilanciata l’agenzia per la locazione con l’obiettivo di favorire l’accesso all’affitto a canoni concordati, rafforzando gli strumenti di garanzia e di sgravio fiscale.