Emilia Romagna

Elezioni regionali 2020 – Per cosa si vota e come

Domenica 26 gennaio si vota in Emilia-Romagna per l’elezione diretta del presidente della Regione e il rinnovo del consiglio regionale. In queste settimane di campagna elettorale una parte politica, in assenza di chiare proposte e di un minimo di programma, ha cercato di dare al voto una valenza unicamente nazionale, che guarda solo al governo a Roma. Ma ciò che siamo chiamati ad eleggere è il presidente e la maggioranza che governeranno la Regione per i prossimi 5 anni. E’ quindi importante conoscere prima di tutto quali sono le funzioni della Regione e come queste incidano direttamente sulla vita e sul lavoro dei cittadini dell’Emilia Romagna.

COSA FA LA REGIONE

La Regione è un ente previsto dalla Costituzione che ha autonomia finanziaria, potestà legislativa su numerose materie e funzioni di gestione e programmazione in campi quali la sanità, il welfare, i trasporti, l’agricoltura, l’ambiente, la formazione professionale, la difesa del suolo e il governo del territorio.

Per queste funzioni e attività le Regioni gestiscono un bilancio cospicuo e articolato. Il bilancio di previsione 2019 della Regione Emilia-Romagna è stato di 12 miliardi di euro di entrate e uscite. La parte preponderante di queste risorse, quasi 9 miliardi vanno alla tutela della salute, ovvero per gli ospedali e le aziende sanitarie. Il resto si divide in numerosi filoni come si può meglio vedere nel grafico: 645 milioni vanno all’area trasporti e mobilità in cui rientrano, ad esempio, i treni regionali; 540 milioni alla formazione professionale e allo sviluppo economico a beneficio delle imprese, dell’agricoltura, del turismo, dell’energia; 137 alla cultura, al diritto allo studio e allo sport; 105 alla tutela dell’ambiente e alla difesa del suolo; 94 alle politiche sociali e per la famiglia; 55 all’edilizia abitativa; 33 alla protezione civile

La Regione gestisce inoltre direttamente i cosiddetti Fondi Strutturali Europei: quello per l’agricoltura, dotato di 1,2 miliardi di euro per il periodo 2014-2020, e quello per lacoesione territoriale, dotato di oltre 500 milioni di euro sul medesimo periodo.

Afferisce alla Regione anche il sistema delle Agenzie per la Protezione dell’Ambiente e l’Energia (ARPAE), che svolgono attività autorizzative, di controllo e di monitoraggio. Dalla Regione dipendono poi i piani e le norme che regolano l’urbanistica e le trasformazioni del territorio, la gestione dei rifiuti e delle acque, la qualità dell’aria…

Si potrebbe andare avanti a lungo e chi vuole può approfondire alla pagina “Trasparenza” del sito della Regione. Credo però bastino questi brevi e molto parziali accenni per rendersi conto che la Regione è un ente articolato e complesso, con funzioni di estrema rilevanza per la qualità di vita dei cittadini, che richiedeper essere governatoadeguata competenza, esperienza e capacità amministrativa.

COME SI VOTA

Domenica 26 gennaio, con un’unica scheda, si voterà per due cose:

  • L’elezione del Presidente della Regione a cui spetterà poi il compito di nominare la propria Giunta, ovvero il governo della Regione
  • Il rinnovo dell’assemblea legislativa (altrimenti noto come consiglio regionale) che rappresenta il Parlamento della Regione ed è composto da 50 consiglieri

L’elezione del Presidente avviene con sistema maggioritario semplice a turno unico. Viene eletto il candidato che prende il maggior numero di voti.

I consiglieri dell’assemblea legislativa vengono eletti in base ai risultati delle liste associate ai candidati presidente e alle preferenze nominali espresse dai votanti all’interno delle liste. E’ possibile esprimere un massimo di due preferenze, purché di genere diverso, per una singola lista, scrivendo il cognome dei candidati consiglieri.

I candidati consiglieri concorrono all’interno di collegi provinciali. La Provincia di Parma esprime 5 consiglieri nell’assemblea legislativa tra maggioranza e minoranza.

Come per le elezioni comunali, non è possibile votare più di una lista o esprimere preferenze su due liste diverse: il voto in questo caso viene annullato. E’ però possibile dare un voto disgiunto, ovvero si può votare per un presidente e dare il voto/preferenza per una lista associata ad un altro candidato presidente.

Detta così pare complicato, ma guardando il fac-simile di scheda riportato più in basso risulta tutto più immediato e semplice. Consiglio anche di guardare un video esplicativo molto chiaro pubblicato sul sito della Regione.

CHI VOTARE

Il mio voto per la presidenza della Regione andrà a STEFANO BONACCINI candidato per la coalizione del centro-sinistra e presidente uscente.

Quando Bonaccini si candidò nel 2014 per il precedente mandato eravamo nel pieno della crisi economica. La disoccupazione in Emilia-Romagna aveva raggiunto un picco storico del 9% e lo slogan, anzi l’ossessione della sua campagna di allora, era il lavoro. Lavoro, lavoro, lavoro.

Nei 5 anni del suo mandato la disoccupazione è calata al 4,8% e l’Emilia-Romagna ha avuto i migliori indici di crescita economica tra tutte le Regioni italiane. Certo questo risultato è dovuto a tanti e diversi fattori, ma la Regione vi ha fortemente contribuito con il patto per il lavoro, le politiche per la formazione e l’innovazione, l’efficienza dei servizi e la capacità di mobilitazione e investimento di ingenti risorse, a partire dai fondi strutturali europei, che altre Regioni nemmeno riescono a spendere.

Non mi dilungo oltre: i risultati del suo mandato e il programma per mantenere la Regione #unpassoavanti anche nei prossimi 5 anni li trovate sul suo sito. Posso però dire, avendolo visto da vicino, che l’ossessione per il lavoro Bonaccini l’ha messa anche nel suo impegno quotidiano a servizio dei cittadini, lavorando sette giorni su sette dalla mattina presto fino a oltre mezzanotte, girando tutti gli oltre 300 Comuni, e dimostrando serietà e capacità amministrativa, rapidità di risposta e di presa in carico dei problemi, conoscenza del territorio e delle molte tematiche di competenza della Regione. Stefano Bonaccini è una vera garanzia di affidabilità e di buon governo.

La mia preferenza per il consiglio regionale andrà invece a SIMONA CASELLI candidata a Parma per la lista PD e assessore regionale uscente all’agricoltura, caccia e pesca.

Non posso nascondere che il mio giudizio su Simona è influenzato da legami di amicizia e dal fatto di avere lavorato al suo fianco negli ultimi 4 anni. Tutte le persone che l’hanno vista all’opera possono però testimoniare la #passioneconcreta che mette in ogni cosa, la tenacia nel perseguire gli obiettivi e l’intelligenza nel trovare soluzioni, la capacità di studio e la competenza nell’affrontare ogni aspetto tecnico del complesso mondo dell’agricoltura, la sua riconosciuta dimensione internazionale che l’ha portata a costruirsi un patrimonio di relazioni dirette con la Commissione Europea, decisive per reperire risorse e dare risposte ai bisogni del settore agroalimentare regionale. Nel suo sito trovate una sintesi non esaustiva dei tanti risultati conseguiti nel corso del suo mandato

Con Simona c’è inoltre grande sintonia sulla visione politica e sulle priorità da seguire: il contrasto all’emergenza climatica, l’investimento in conoscenza e innovazione per produrre posti di lavoro di qualità e la conversione ecologica dei sistemi di produzione, l’impegno per una società più giusta ed equa, la centralità del progetto di Unione Europea nell’affrontare le sfide globali, economiche, ambientali e sociali, che mettono a rischio il nostro locale. Non sono certo i muri e un sovranismo di provincia che potranno tutelarlo e garantire alla nostra Regione di rimanere #unpassoavanti.

Per tutte queste ragioni vi invito a esprimere un voto di preferenza per Simona Caselli scrivendo il suo cognome nella lista del PD, come illustrato nel fac-simile della scheda. Questo voto di preferenza vale anche come voto per il candidato presidente Stefano Bonaccini a cui la lista è associata.

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