Europa

Elezioni Europee – Cosa si vota e perché votare

Domenica 26 maggio, dalle 7.00 alle 23.00, si svolgeranno le elezioni europee. In queste settimane di campagna elettorale si è parlato poco di Europa e ancora meno del ruolo del Parlamento Europeo e di come sono eletti i nostri rappresentanti. Qui di seguito riporto alcune informazioni di base e il mio orientamento per il voto di domenica.

PER CHE COSA SI VOTA

Il governo della UE, in base ai Trattati costitutivi, è in mano sostanzialmente a 4 istituzioni: il Consiglio Europeo, dove siedono i capi di governo e di Stato, che dà gli indirizzi generali alle politiche europee; la Commissione Europea che è organo sia esecutivo che legislativo e i cui componenti sono indicati dallo stesso Consiglio;  il Parlamento Europeo che vota il presidente e i membri della Commissione e svolge funzioni legislative e di controllo; il Consiglio dei ministri della UE che riunisce i ministri degli Stati membri sulle singole materie di competenza e svolge funzioni di seconda camera legislativa.

Quindi, cercando di semplificare, gli indirizzi politici generali li detta il Consiglio, ovvero i governi degli Stati membri. La Commissione fa le proposte legislative e di bilancio che devono poi essere approvate sia dal Parlamento che dal Consiglio dei ministri della UE.

Di queste 4 istituzioni il Parlamento Europeo è l’unico ad elezioni diretta ed è quindi il vero organo rappresentativo dei cittadini dell’Unione nella loro dimensione europea e transnazionale. E’ l’anima del processo di integrazione europea, l’istituzione che esprime su questo punto le posizioni più avanzate. I meccanismi di funzionamento sono analoghi a quelli dei parlamenti nazionali con gruppi politici, commissioni tematiche e sedute plenarie in cui vengono votati i provvedimenti.

Il Parlamento si riunisce periodicamente in due sedi, Strasburgo e Bruxelles, ed è composto da 751 deputati. Con il voto di domenica 26 maggio si eleggono i 73 deputati che spettano all’Italia.

COME SI VOTA

L’elezione dei parlamentari europei avviene con un voto alle liste, attribuito su base proporzionale, e l’espressione di preferenze per i candidati della lista nel collegio di riferimento. I collegi sono in tutto 5. Quello dell’Emilia Romagna è il collegio Nord-Est che raggruppa anche le regioni Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino e Alto Adige.

Nel collegio Nord-Est le liste possono avere fino a 15 candidati. E’ possibile esprimere fino ad un massimo di 3 preferenze scrivendo il cognome dei candidati a fianco del simbolo della lista. Se si decide di esprimere più di una preferenza occorre che sia rispettato il criterio dell’alternanza di genere.  Una donna e un uomo per due preferenze. Due donne e un uomo, o viceversa, per tre preferenze. Se non si esprimono preferenze il voto concorre unicamente al risultato percentuale della lista (non va al capolista!)

I 73 seggi spettanti all’Italia vengono ripartiti tra i 5 collegi e attribuiti alle liste in funzione delle percentuali di voto raggiunte. I parlamentari che andranno a ricoprire i seggi vengono eletti nel rispettivo collegio secondo l’ordine delle preferenze raccolte. Le liste che non superano lo sbarramento del 4% su base nazionale non hanno diritto ad alcun seggio e non eleggono quindi deputati.

PERCHE’ VOTARE

Spesso l’Unione Europea viene presentata come una controparte e per enfatizzarne la distanza e l’alterità si parla di “Bruxelles”. Ma l’Europa non è una controparte. L’Europa siamo noi. E il nostro paese ha un ruolo e una rappresentanza rilevante all’interno delle istituzioni europee.

L’Italia è infatti uno dei 6 paesi fondatori di quella che allora si chiamava Comunità Europea. Siede con il proprio governo nel Consiglio Europeo e nel Consiglio dei ministri della UE e può fare valere il peso della sua economia e della sua popolazione. Esprime quasi il 10% degli europarlamentari. Può quindi incidere in maniera determinante sulle politiche, sulle regole, sulle scelte di bilancio dell’Unione Europea.

L’Europa diviene però una controparte se disertiamo sistematicamente le sedi e gli incontri istituzionali dove si prendono decisioni e se mandiamo al Parlamento Europeo persone senza valore e competenze che si distinguono per assenteismo.  Come l’attuale segretario della Lega, tanto per fare un esempio, che da eurodeputato non si è mai fatto vedere in Parlamento, pur continuando a prendere lo stipendio, e da Ministro è riuscito a saltare ben 5 dei 6 Consigli dei Ministri degli Interni che si sono tenuti da quando è in carica.

L’Unione Europea è uno spazio di co-decisione e integrazione politica ed economica nato per garantire la pace nel continente, difendere i diritti e la democrazia, promuovere il benessere, confrontarsi da pari a pari con le altre potenze mondiali e affrontare le sfide di scala globale. Le decisioni che vi vengono prese in nome dei cittadini europei, dipendono anche da noi, da chi ci facciamo rappresentare come governo e come europarlamentari. Per questo è fondamentale andare a votare e scegliere persone capaci che credono nell’Europa e che intendono impegnarsi nel Parlamento Europeo.

PER CHI VOTARE

C’è prima di tutto una scelta di campo da fare. Tra chi crede nel progetto di integrazione europea e vuole portarlo più avanti. E chi invece ne vuole la disgregazione, assecondando gli interessi di Stati e di poteri che stanno al di fuori della UE, come testimoniano anche le recenti vicende dei finanziamenti russi ai partiti di ultradestra europei.

Divisi siamo solo più deboli. La sovranità nazionale tanto sbandierata in questi mesi è la sovranità del nano e del vassallo. Gli interessi e la “sovranità” degli italiani, così come la difesa dei nostri valori e della nostra cultura, si perseguono con un’Europa più forte ed unita. Dove a prevalere siano gli interessi comuni europei e non gli egoismi nazionali. Che sono quelli che fino ad oggi hanno bloccato una più compiuta integrazione politica e sociale ed hanno impedito di affrontare efficacemente e in modo solidale la crisi economica e i flussi migratori.

C’è poi una questione legata all’orientamento politico all’interno del campo europeista. Dopo gli anni in cui hanno prevalso le politiche recessive dell’austerity senza guardare all’impoverimento e alle crescenti disuguaglianze che generavano, occorre rilanciare la politica europea sul piano dei diritti sociali, degli investimenti, della ricerca e del lavoro nel quadro di una conversione ecologica dell’economia che ha ormai assunto caratteri di urgenza.

Il mio voto andrà quindi convintamente al campo europeista di centrosinistra e alla lista politica che maggiormente lo rappresenta  in Italia, ovvero la lista PD-Siamo Europei che è anche la sola ad avere la certezza di superare lo sbarramento del 4% e di disporre di una pattuglia di deputati in grado di incidere sui lavori del Parlamento insieme agli altri deputati del gruppo politico europeo dei  Socialisti e Democratici (S&D).

Nella scelta dei candidati, le mie preferenze andranno a Laura PUPPATO e Paolo DE CASTRO.

Laura PUPPATO è da sempre impegnata sui temi della sostenibilità, del sociale e dei diritti. E’ stata per due mandati sindaco di Montebelluna, una cittadina in provincia di Treviso, dove ha introdotto tra le prime in Italia la raccolta differenziata spinta e fermato la realizzazione di un inceneritore mantenendo, a differenza di quanto visto a Parma, le promesse per cui era stata eletta. Laura è stata poi capogruppo del PD nel Consiglio regionale del Veneto e Senatrice nell’ultima legislatura dove si è impegnata nella Commissioni speciali Ecomafie e Consiglio d’Europa e come relatrice del disegno di legge per fermare il consumo di suolo. Il suo slogan per questa campagna elettorale la rappresenta al meglio: Europei per natura.

Paolo DE CASTRO è uno dei massimi conoscitori della Politica Agricola Comune (PAC), la prima e la più importante politica comune europea (copre quasi il 40% del bilancio UE). E’ Parlamentare europeo dal 2009 dopo essere stato Ministro dell’Agricoltura. Nel Parlamento Europeo ha ricoperto la carica di presidente della commissione che si occupa delle politiche agricole. In questa legislatura è stato relatore della direttiva contro le pratiche commerciali sleali in campo agroalimentare. Si potrebbe continuare così a lungo. Aggiungo solo che ho conosciuto sul lavoro Paolo e posso assicurare che è il rappresentante più esperto e preparato che possiamo avere per sostenere in sede europea gli interessi del settore agroalimentare italiano. La sua rielezione è tanto più cruciale se si considera che il prossimo Parlamento Europeo sarà chiamato ad approvare la riforma della PAC per il periodo 2021-2027.

La mia terza preferenza la darò a Massimiliano Santini, economista che ha lavorato per 10 anni alla Banca Mondiale occupandosi di progetti di sviluppo. Nella lista PD-Siamo Europei ci sono comunque molti altri candidati preparati e di qualità tra cui scegliere. Se il voto andasse in base allo spessore delle candidature non ci sarebbe davvero partita. In questo sito potete trovare i loro profili selezionando “collegio nord-est”.

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