Sostenibilità e Green Economy

Congresso: il PD segua la strada di Greta per una radicale conversione ecologica

Il congresso del PD deve essere occasione per ridiscutere le priorità dell’agenda politica con la quale rivolgersi al paese. Tra queste priorità particolare rilievo ed urgenza devono avere la lotta ai cambiamenti climatici e la conversione ecologica della nostra economia e società.

Il comitato internazionale di esperti delle Nazioni Unite (IPCC) ha messo in chiaro che non c’è più tempo da perdere. Abbiamo a disposizione pochi anni per evitare cambiamenti climatici irreversibili che, oltre a mettere a repentaglio la vita delle persone e i loro beni, rischiano di innescare flussi migratori epocali e di stravolgere le nostre società, i paesaggi, i sistemi agricoli, le stesse geografie in cui ci riconosciamo e identifichiamo. Come ha bene sintetizzato Obama, siamo la prima generazione a vivere questi cambiamenti globali e l’ultima a potere fare qualcosa.

A fine 2018 i governi di tutto il mondo si sono incontrati a Katowice, in Polonia, per dare seguito all’accordo di Parigi di mantenere ben al di sotto dei 2 gradi il riscaldamento climatico. Per ottenere questo risultato gli scienziati delle Nazioni Unite indicano che occorre azzerare le emissioni nette di gas ad effetto serra entro il 2050.

Questo significa abbandonare per quella data l’uso dei combustibili fossili e realizzare in pochi decenni una vera e propria rivoluzione dell’attuale sistema di produzione e di consumo, che deve coinvolgere tutti i settori dall’energia, ai trasporti, all’industria, all’agricoltura, alle abitazioni.

L’Italia per la sua posizione geografica e per la sua naturale fragilità idrogeologica, spesso acuita da abusivismo e cementificazione, ha tutto l’interesse ad essere in prima fila sul fronte del contrasto al cambiamento climatico.

Abbiamo assistito quest’autunno a eventi meteorici estremi con milioni di alberi abbattuti, coste e porti devastati, frane, alluvioni. E un prezzo altissimo in termini di vite umane e di danni, stimati in miliardi di euro. Sono eventi che si ripeteranno con più forza e frequenza se non si farà niente. Ed è semplicemente da irresponsabili darne la colpa agli ambientalisti o rispondere con un nuovo condono edilizio, come fatto da questo disastroso governo. Che parla tanto di sicurezza ma che in realtà promuove l’esatto contrario.

La conversione ecologica della nostra economia e società è una via obbligata, ma è anche una straordinaria opportunità per creare lavoro, ridistribuire ricchezza, valorizzare le risorse interne, migliorare la qualità delle città, delle case e dell’ambiente in cui viviamo, costruire nuovo senso di inclusione e comunità. Ed è anche l’unico modo per prevenire i conflitti e garantire giustizia sociale e rispetto dei diritti a livello globale. Papa Francesco lo ha messo bene in chiaro nella sua enciclica Laudato sì: non c’è pace, né vera democrazia, né equità se non c’è sostenibilità nell’uso delle risorse e dell’ambiente. Se non c’è cura della nostra casa comune.

Conversione ecologica e sostenibilità sono quindi la chiave per declinare nel XXI secolo i valori e i principi a cui si è sempre ispirata la sinistra riformista e in cui si riconosce il Partito Democratico. Nonostante dalla sua fondazione il PD abbia faticato a fare propri fino in fondo questi temi, l’attuale congresso può essere l’occasione per rimetterli al centro della proposta politica con cui rilanciare e rigenerare il partito.

E’ per questo che insieme ad altri promotori ho sottoscritto il documento Progetto Green Economy scritto dall’ex ministro dell’ambiente Edo Ronchi con l’intento di fornire un contributo di programma che orienti il dibattito congressuale del PD e vada anche oltre. Il documento può essere scaricato e firmato sul sito dedicato e avrà tanta più forza quante più saranno le adesioni.

Come ha ammonito Greta, la ragazza svedese di 15 anni intervenuta alla Conferenza di Katowice davanti ai leader di governo di tutto il mondo, il tempo è ormai ampiamente scaduto. Che lo vogliamo o no il cambiamento sta arrivando. A livello politico si tratta di decidere se fare finta di niente e subirlo, con tutti i costi economici e sociali che ne potranno derivare, oppure affrontarlo con senso di urgenza e determinazione. Confido che il PD sappia guardare al futuro e scegliere la strada indicata da Greta.

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