Ambiente e Rifiuti, Emilia Romagna, Parma

Mall-Aeroporto di Parma: l’irresponsabilità dell’amministrazione comunale

Comunque vada la vicenda giudiziaria che ha portato al fermo del cantiere per la costruzione del Mall di Baganzola, il nodo politico della questione è che il Comune di Parma poteva e anzi, stando alla Magistratura, doveva evitare la realizzazione del centro commerciale in quanto incompatibile con le norme di sicurezza degli aeroporti entrate in vigore nell’ottobre 2011.

Invece l’amministrazione Pizzarotti F., in barba alle norme e all’impegno di programma di fermare i centri commerciali,  ha fatto l’esatto contrario: non ha aggiornato il Piano di Rischio Aeroportuale alle nuove norme di sicurezza, per evitare che si manifestasse l’incompatibilità con il piano urbanistico attuativo del Mall, e ha proceduto a rilasciare i permessi di costruire tra dicembre 2017 e gennaio 2018.

Da allora, nonostante i ripetuti avvertimenti scritti di ENAC, l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, e gli appelli lanciati da Legambiente, non ha mai ritenuto di sospendere in autotutela i lavori del cantiere. Si è preferito lasciarli proseguire, cercando di tenere tutto coperto e sotto silenzio, finché non è intervenuta la Procura.

Con questa condotta irresponsabile l’amministrazione Pizzarotti  F. sta esponendo il Comune, e quindi la collettività di Parma, al rischio di una colossale causa di risarcimento danni, tanto più rilevante in considerazione dell’avanzato stato dei lavori e quindi dell’investimento effettuato dal privato.

Tra le giustificazioni addotte dall’amministrazione per non fermare il Mall, al netto di alcune assolutamente fantasiose, vi è il fatto che i promotori immobiliari hanno già realizzato opere di compensazione per un valore dell’ordine di 20 milioni di euro, secondo una prassi (perversa) di urbanistica contrattata, molto in voga ai tempi di Ubaldi e Vignali, che prevedeva la monetizzazione anticipata, sotto forma di  opere pubbliche, delle autorizzazioni urbanistiche rilasciate con accordi di programma o accordi con i privati.

Tra queste opere, tutte realizzate prima dell’effettivo rilascio dei titoli a costruire, si annoverano la complanare all’autostrada da Via Baganzola fino alla rotatoria del casello; il restauro del Palazzo del Governatore; la sala conferenza presso l’Autidorium Paganini.

Ora cosa poteva fare un’amministrazione responsabile che applica le norme sovra-ordinate e intende tenere fede alle promesse del proprio programma? Beh, poteva procedere con l’aggiornamento del piano di rischio aeroportuale, come da indicazioni ENAC e disposizioni del commissario Ciclosi, e fare presente alla città che l’apposizione – dovuta – dei nuovi vincoli di legge in materia di sicurezza aeroportuale avrebbe comportato l’impossibilità di costruire il Mall e quindi un conseguente debito fuori bilancio di 20 milioni di euro per le opere compensative già realizzate dai soggetti promotori. Debito la cui responsabilità poteva essere totalmente ascritta alle precedenti amministrazioni, insieme agli altri 800 milioni di euro ricevuti in eredità a cui, in qualche modo, si è comunque fatto fronte.

Le ragioni per cui non si è seguita questa strada, al netto dei possibili risvolti penali che stabilirà la Magistratura, si possono immaginare. L’amministrazione Pizzarotti F. non si è certo distinta per indipendenza e autonomia dai poteri forti locali, nonostante promettesse ben altro. Sta di fatto però che se il tribunale del riesame dovesse confermare il fermo cantiere, il Comune rischia ora di andare incontro ad una richiesta di risarcimento danni non più di 20, ma probabilmente di 200 e più milioni di euro .

Sul piano amministrativo resterebbe a quel punto una sola via di uscita: chiudere e declassare l’Aeroporto a campo volo facendo decadere i vincoli di sicurezza. Un’operazione comunque non immediata di cui l’amministrazione Pizzarotti F. si assumerebbe tutta la (ir)responsabilità politica.

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