• Fiere di Parma: la svendita di Pizzarotti è servita. Facciamo in modo che sia l’ultima

    by  • 20/06/2017 • Parma

    La scandalosa vendita delle azioni di Fiere, fatta da Pizzarotti come ultimo atto del suo mandato per compiacere poteri che contano e garantirsi appoggi in campagna elettorale, è andata come avevamo previsto e denunciato nel Consiglio comunale del 26 aprile.

    Unico acquirente del 17% delle azioni messe all’asta, Crédit Agricole banca francese già socia al 18,95%, che raggiunge così la maggioranza relativa dell’azionariato con quasi il 36%. Il Comune di Parma scende invece sotto il 20%. Un bel modo per garantire ‘il radicamento territoriale’ e il controllo pubblico di Fiere e Cibus, le motivazioni paradossali utilizzate in delibera per giustificare la vendita delle azioni.
    E così dopo STU Pasubio, dopo gli asili, dopo TEP, dopo IREN, dopo le Farmacie, un altro pezzo del patrimonio del Comune di Parma viene dato in mano ai privati. Con gli ultimi atti del suo mandato Pizzarotti ha voluto inviare chiari segnali per chi ancora non lo aveva capito: lui è a disposizione di chi ha potere e con lui il patrimonio del Comune usato come merce di scambio nella speranza di rimanere sulla poltrona.

    Alla stagione del debito è seguita quella della svendita: del patrimonio e, ancora prima, degli ideali e dei principi che dovevano marcare l’amministrazione fu 5 stelle. Altri cinque anni di Pizzarotti e non rimarrebbe più niente in mano al Comune di Parma.

    Domenica 25 giugno al ballottaggio gli elettori hanno una grande opportunità per evitare che questo accada votando PAOLO SCARPA.

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