• CRONACHE DAL CONSIGLIO – Bilancio di previsione 2017

    by  • 12/02/2017 • Cronache dal consiglio comunale, Parma

    Dicembre 2016

    Le sedute del Consiglio comunale di dicembre sono state principalmente dedicate alla discussione e all’approvazione del bilancio di previsione 2017, l’ultimo dell’amministrazione Pizzarotti. Il bilancio di previsione è l’atto politico più importante che passa in Consiglio perché definisce scelte e indirizzi di spesa dell’amministrazione comunale per il successivo triennio. Al bilancio vengono dedicate almeno tre sedute (presentazione, discussione e votazione) e i tempi di intervento dei consiglieri sono raddoppiati rispetto agli atti ordinari. Insomma è il clou del Consiglio e per questo ha una sua cerimoniosità.

    Un anno fa Pizzarotti e la sua Giunta si comportarono in modo inqualificabile nei confronti dei consiglieri e quindi della città che rappresentano. Il bilancio venne presentato in fretta, la discussione avvenne con i banchi ostentatamente vuoti della Giunta e il Sindaco, con il solito fare sprezzante, nemmeno replicò agli interventi dei consiglieri in sede di votazione. Della serie io sono io e faccio come mi pare.

    Quest’anno, forse per il suggerimento di qualcuno o più probabilmente per l’imminenza della campagna elettorale, si è per fortuna tornati a quelli che dovrebbero essere i normali rapporti di rispetto istituzionale tra gli organi deliberanti del Comune. Il Sindaco e tutti gli assessori hanno presenziato alla discussione e hanno poi replicato, per la loro parte, agli interventi dei consiglieri prima delle dichiarazioni di voto.

    Venendo ai contenuti , il bilancio di previsione 2017 non presenta sostanziali novità rispetto a quello precedente sia in entrata che in spesa, soprattutto per la parte corrente.  La pressione fiscale rimane invariata replicando per il sesto anno le misure prese dal Commissario Ciclosi, con addizionale IRPEF e IMU ai massimi, fatti salvi alcuni sgravi per chi affitta. Così come rimangono invariate le tariffe per i servizi educativi (nidi, scuola di infanzia, mense) confermando gli aumenti degli anni precedenti.

    Altra voce rilevante di entrata, ormai diventata strutturale, è quella delle multe con una previsione di ben 14 M€. Sono poi previsti 2,3 M€ di proventi da oneri di urbanizzazione, una pratica, quella di utilizzare entrate di conto capitale per la parte corrente, che a inizio amministrazione era stata giustamente criticata dagli allora 5 stelle.

    In totale la previsione per le entrate correnti, al netto della Tari, è di 200,7 M€. Pizzarotti e soci si lamentano di non avere le risorse che avevano le precedenti amministrazioni, ma la realtà è che sulla parte corrente, a seguito delle misure di spremitura fiscale di Ciclosi, le entrate correnti sono state per tutti i cinque anni superiori a quelle dei tempi di Vignali che non arrivavano ai 190 M€.

    Nel presentare il bilancio 2013, l’allora Assessore Capelli scrisse che per fare fronte all’ingente debito ed evitare il dissesto finanziario bisognava aumentare le entrate dell’Ente, ridurre la spesa e generare un avanzo di parte corrente. Ma Capelli scriveva anche che era consapevoleche la pressione fiscale attuale non poteva essere mantenuta oltremodo” e che bisognava “agire per rendere possibile quanto prima e auspicabilmente già entro il triennio 2013/2015 la riduzione delle imposte locali per le fasce disagiate”.

    Questa riduzione è stata fatta solo in minima parte nel 2014, mentre nel frattempo è continuato a crescere l’avanzo di amministrazione, cioè la differenza tra quanto si incassa e quanto si spende, tanto che per il consuntivo 2016 si profila la cifra record di 47,6 M€!

    Nella sua relazione in aula Pizzarotti ha detto che dopo 5 anni la sua amministrazione lascia il Comune “meglio di come l’ha trovato. Replicando in sede di dichiarazione di voto, ho detto che era certamente vero sul piano contabile. Ma a quale prezzo? Al prezzo di un Comune nettamente più povero. Che ha lasciato fallire delle partecipate come SPIP, perso patrimonio immobiliare, venduto azioni di società strategiche come IREN, di cui rimane ormai una quota azionaria residuale, ipotecato la vendita di altre (Fiere e TEP). E al prezzo di cittadini più poveri, tartassati dalle imposte locali, dalle multe e da costi di servizi spesso superiori a quelli offerti dal privato. Non si può dire che questo sia un grande risultato. Ovviamente abbiamo votato contro il bilancio.

     

    Gennaio 2017

    In gennaio si sono tenute due sedute con delibere tutto sommato di ordinaria amministrazione che non hanno suscitato un grande dibattito politico in aula, in particolare nella prima seduta post natalizia. In quella del 31 gennaio si è invece discussa la prima variazione al bilancio di previsione 2017, variazione che riguarda lo spostamento di alcune voci di entrata derivanti da fondi europei gestiti dalla Regione, nel piano triennale degli investimenti.  La variazione in sé è poca cosa (maggiori entrate per circa 1 milioni di euro su Ospedale Vecchio e complesso San Paolo) ma ne approfitto per esprimere alcune valutazioni sul piano degli investimenti già approvato in dicembre.

    E’ con tutta evidenza un piano da anno elettorale finanziato in parte con la vendita di azioni di società partecipate, replicando quanto già fatto nel 2016 con la vendita per 6 M€ di azioni IREN detenute da Parma Infrastrutture. Questa volta si tratta delle azioni delle Fiere, per un importo di 4,5 M€, più della metà della partecipazione del Comune, cosa che come gruppo abbiamo fortemente criticato sia in conferenza stampa che in aula. Vendere patrimonio azionario per fare ristrutturazioni e piste ciclabili non è infatti una politica lungimirante: significa depauperarsi e perdere sempre più potere di  indirizzo e controllo sulle partecipate.

    Altra cosa che emerge dalla variazione è lo spostamento al 2019 (nei fatti a un futuro indeterminato) delle previsioni di entrata dei fondi del governo derivanti dal bando per la sicurezza e la riqualificazione delle periferie. Il Comune di Parma è infatti arrivato in graduatoria solo 79°, ben lontano dalla soglia che garantiva il finanziamento certo sull’anno 2017 fino ad esaurimento dei 500 milioni di euro stanziati. Il Governo ha promesso che finanzierà tutti i progetti presentati, ma le risorse ad oggi ancora non ci sono.

    Come gruppo PD avevamo proposto di candidare al bando il recupero dell’area abbandonata degli ex depositi TEP in Viale della Villetta attraverso un intervento pubblico privato che prevedesse anche il trasferimento della sede della polizia municipale, ora collocata fuori dalla città in Via del Taglio. Un progetto perfettamente in linea con il tema del bando. Il Comune ha però preferito candidare altri progetti tra cui il recupero di parte dell’Ospedale vecchio, non certo un complesso in periferia che risponde a esigenze di sicurezza. Il risultato non sorprende e dimostra la scarsa capacità progettuale e di visione di questa amministrazione.

    L’impianto generale del piano degli investimenti resta però condivisibile: dopo la stagione dell’espansione si dà finalmente priorità agli interventi di riqualificazione delle aree e delle strutture pubbliche, dai complessi monumentali, ai teatri, ai parchi e alle scuole, e a quelli legati alla mobilità sostenibile. Il tema è che questa progettazione arriva (è il caso di dirlo) buttata su all’ultimo momento, senza un reale percorso di condivisione e senza un disegno organico nel quale collocare i vari interventi, che appaiono slegati fra di loro. Una carenza che è rimasta una cifra di questa amministrazione.

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