• Progetto ampliamento Aeroporto – Resoconto della Commissione di controllo

    by  • 10/11/2016 • Parma, Sostenibilità e Green Economy, Suolo e Paesaggio, Uncategorized

    A fine ottobre il presidente e il direttore di SoGeAP, la società di gestione dell’aeroporto di Parma, sono stati convocati dalla commissione consiliare di garanzia e controllo delle società partecipate per illustrare il progetto di ampliamento della pista e di sviluppo del traffico cargo.  La SoGeAP s.p.a. è infatti una società mista pubblico-privato partecipata per il 5,91% dal Comune di Parma. Come tale è soggetta al controllo della commissione consiliare competente che valuta annualmente i bilanci e i piani industriali di tutte le società partecipate del Comune.

    aeroporto-verdi-parmaLa prima impressione è che il cambio del direttore, avvenuto nel 2015 a seguito dell’aumento di capitale di 5 milioni di euro finanziato dall’Unione Industriali, abbia impresso nuovo impulso alla società. I piani industriali che avevamo visto in precedenza evidenziavano una perdita di esercizio di 2,5 M€, interamente sostenuta dai soci privati, e obiettivi di crescita del traffico da 200.000 a 2 milioni di passeggeri, che parevano più generici auspici che previsioni fondate su un’approfondita analisi di mercato e su ricerca di contratti commerciali.

    Rispetto al passato ci troviamo di fronte ad un progetto di sviluppo innovativo e piuttosto ambizioso che guarda alla collocazione dell’aeroporto di Parma nel contesto del mercato avio-trasportistico nazionale ed internazionale e che appare maggiormente sostenuto da contratti e da relazioni avviate con importanti operatori di trasporto aereo.

    Il piano, di cui sono state illustrate solo le linee generali, prevede consistenti investimenti finalizzati allo sviluppo di tre settori di attività: i voli cargo, i voli passeggeri, i voli e la manutenzione degli aerei privati (executive).

    Gli investimenti riguardano l’allungamento della pista di 800 metri in asse con quella attuale per consentire l’atterraggio di aerei cargo; la realizzazione di strutture di servizio (hangar, depositi) all’interno dell’area aeroportuale per la movimentazione e lo smistamento delle merci e per il ricovero e la manutenzione degli aerei privati; lo spostamento dell’aereo-stazione di fronte alle Fiere di Parma per sfruttare sinergie con le stesse fiere, i parcheggi esistenti e il futuro centro commerciale che dovrebbe essere realizzato nella contigua area ex-Salvarani; l’adeguamento della viabilità di accesso.

    Il costo complessivo degli investimenti da realizzare in più stralci è stimato in 28 M€. Di questi 12 M€ verranno messi dalla Regione Emilia Romagna, come dichiarato dallo stesso presidente Bonaccini nella sua visita a Parma. Il Comune dovrebbe mettere in campo i 2,5 M€ previsti dalla convenzione urbanistica del centro commerciale ex Salvarani e già destinati ad interventi di adeguamento viabilistico. I rimanenti 14 milioni dovranno essere recuperati invece dai soci privati SoGeAP.

    aeroporto-di-parma-3L’obiettivo dichiarato del piano di sviluppo al 2020, data in cui gli investimenti dovrebbero andare regime, è di avere 2 voli cargo al giorno, corrispondenti a 140 tonnellate di movimento merci, 5-600.000 presenze anno per i voli passeggeri e la prima e unica stazione in Italia per la manutenzione e il rimessaggio degli aerei executive. L’operatore dei voli Cargo sarà la compagnia degli Emirati Arabi Ethiad (attuale partner di Alitalia) con la quale è stato stipulato un contratto e sono già state avviate attività presso lo scalo di Parma nel settore del controllo e dello sdoganamento delle merci da avio-trasportare.

    E’ evidente che in questo disegno, per ora allo stato di progetto di fattibilità, esistono anche delle criticità che abbiamo sottolineato durante la discussione. Le criticità che maggiormente preoccupano i residenti di Baganzola, presenti con alcuni rappresentanti nella Commissione, sono quelle derivanti dal traffico aereo e, in subordine, dal traffico dei camion a terra.

    aeroporto-di-parma-2L’asse della pista rimane infatti invariato e quindi in direzione dell’abitato di Baganzola. Il direttore della SoGeAP Wendler ha sostenuto che con le nuove tecniche di controllo di volo è possibile sfruttare un non meglio precisato “effetto timone” per fare sì che gli aerei in atterraggio non passino proprio sopra l’abitato, ma più spostati verso il torrente Parma. In base alle dichiarazioni dello stesso Wendler i voli cargo vengono usualmente operati tra le 22.30 e le 23.30 e tra le 4.30 e le 5.30. Nonostante il numero limitato dei voli previsti, occorrerà verificare attentamente gli impatti acustici e soprattutto le condizioni per spostare gli orari di atterraggio e decollo in fasce non notturne.

    Per quanto concerne il traffico a terra, rispetto alle previsioni di trasporto al 2020, si tratta di 4-5 camion al giorno. Gli adeguamenti viabilistici sono finalizzati a consentire un accesso diretto dall’autostrada all’aeroporto senza passare per  zone residenziali sfruttando la complanare già realizzata.

    Altri impatti da considerare sono quelli ambientali connessi con la realizzazione delle opere, in particolare quelli derivanti dal consumo e dall’impermeabilizzazione di suolo. Per questi impatti dovranno essere previsti adeguati interventi di mitigazione e compensazione, anche attraverso il de-sealing di aree contigue. Visto lo stato di studio di fattibilità del progetto, non è possibile al momento avere maggiori ragguagli.

    Abbiamo chiesto che vi sia un percorso veramente partecipato fin dalle prime fasi di elaborazione del progetto con il coinvolgimento della popolazione residente e con il Comune a fare da guida e da garante. Numerosi dovranno comunque essere i passaggi in Consiglio Comunale. Il progetto, per le sue caratteristiche, dovrà inoltre essere sottoposto a Valutazione di Impatto Ambientale di rilievo nazionale. Vi saranno quindi più occasioni per valutare gli impatti del progetto e le possibili mitigazioni e compensazioni, compresa l’opzione zero.

    Allo stato attuale delle cose la criticità più immediata è però quella di natura finanziaria. La società aeroportuale, sebbene ad oggi priva di debiti, ha una perdita di esercizio tra i 2  e 2,5 M€ all’anno dovuta allo scarso traffico passeggeri, alla mancanza di entrate dal cosiddetto non aviation (negozi, bar, etc.) e ai costi che i piccoli scali devono sostenere per assicurarsi i voli delle compagnie low cost (il volo Ryanair per Londra, di recente tagliato, costava alla SoGeAP più di 400.000 €/anno).

    aeroporto-di-parmaL’aumento di capitale di 5 milioni di euro deliberato nel 2015 copre le spese di esercizio fino alla fine del 2016. Ma prima che gli investimenti possano diventare produttivi passeranno , nella migliore delle ipotesi, almeno tre anni.

    A meno di non chiudere la società, con conseguente perdita dei posti di lavoro e rischio anche di perdita dello status di aeroporto di interesse nazionale e dei relativi servizi garantiti dallo Stato (Vigili del Fuoco, Polizia, Controllo doganale, etc.), nei prossimi tre anni ci vogliono come minimo 6 milioni di euro sulla gestione corrente. La Regione non intende mettere un euro su questa partita e gli altri soci pubblici (Comune, Camera di Commercio, Provincia), ammesso anche che abbiano le risorse, non potrebbero comunque farlo per disposizioni di legge che impediscono di finanziare società in perdita per più di 3 esercizi.

    E’ chiaro quindi che il futuro della società è in mano ai soci privati e in particolare agli industriali di Parma e al socio di maggioranza rappresentato dalla Banca Austriaca Meinl Bank. La fattibilità e la sostenibilità finanziaria del progetto presentato nella Commissione troverà qui il suo vero banco di prova. Se i privati non si impegneranno a trovare i milioni di euro necessari per garantire l’esercizio dell’aeroporto e completare l’investimento, vorrà dire che il progetto non ha gambe sufficienti per stare in piedi e a quel punto non ci sarà più bisogno di preoccuparsi degli impatti ambientali, ma di quelli lavorativi.

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