• I debiti fuori bilancio della città cantiere – Cronache dal consiglio

    by  • 05/10/2016 • Uncategorized

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    In settembre, dopo una pausa estiva di quasi due mesi, si sono tenuti due Consigli comunali con all’ordine del giorno delibere prive di peso e significato politico. Di fatto è andata in scena per ben due volte la rappresentazione del nulla portato avanti da questa amministrazione. E’ ormai evidente che, dopo l’uscita di Savani e Nuzzo, il gruppo di maggioranza, per quanto continui a garantire i numeri a Pizzarotti, non ha più, se mai l’ha avuta, la coesione e la spinta politica per prendere decisioni e deliberare su questioni che non siano l’ordinaria attività sviluppata dagli uffici.

    Delle 12 delibere approvate, 7 hanno riguardato atti del settore patrimonio relativi all’acquisizione di opere e terreni e al pagamento di debiti fuori bilancio per un importo complessivo superiore ai 500.000 euro. Da un anno a questa parte il nuovo dirigente al patrimonio sta cercando di fare pulizia delle tante pratiche rimaste ferme per decenni negli armadi. Una delibera ha riguardato l’acquisizione di opere di urbanizzazione il cui atto di cessione risale addirittura al 1976!

    stabilimento-parmacottoMa tantissime sono le aree di cessione e le opere di urbanizzazione che il Comune non ha ancora acquisito al patrimonio rendendole così fruibili alla collettività. Basta fare un giro per la città per vedere aree verdi e parcheggi, già dotati di arredi e illuminazione, abbandonati a sé stessi senza alcuna manutenzione e possibilità di accesso. Perfino strade già ultimate, come quella che collega Via Colorno con la complanare dell’inceneritore, o Via Muccioli a Vicofertile, solo di recente aperta dopo nostre reiterate interrogazioni.

    In alcuni casi vi sono dei contenziosi pendenti o collaudi da completare. Ma in altri c’è semplice inerzia amministrativa. Che si sposa con la chiara volontà politica di non farsi carico di opere pubbliche che portano con sé costi manutentivi per il Comune. “Abbiamo troppe aree verdi” disse una volta Pizzarotti. Si è visto col tempo che non era una frase infelice, ma un programma di progressiva cessione ai privati (vedi caso Via Jacobs). Programma che non prevede di accollarsene di nuove, per quanto già realizzate e a rischio di rapido degrado in mancanza di manutenzione.

    Quanto ai debiti fuori bilancio, stiamo pagando adesso le ”esternalità” del decisionismo ubaldiano e della stagione di Parma città cantiere. Le opere venivano fatte senza andare troppo per il sottile. E soprattutto senza prevedere adeguate coperture per le indennità da esproprio. Ci avrebbero poi pensato altri a pagare.

    botteghinoUn altro “debito fuori bilancio” di quella stagione sono le opere di urbanizzazione che invece di realizzare si preferì monetizzare per finanziare la spesa corrente. Parliamo qui di un debito di beni e dotazioni pubbliche quali marciapiedi, strade, parcheggi, impianti di illuminazione che è stato scaricato sulle spalle delle successive amministrazioni.  E’ il caso dell’unica delibera significativa di questi due Consigli con cui è stato approvato lo studio di fattibilità e la variante urbanistica per la realizzazione di marciapiedi su Via Traversetolo in località Botteghino.

    E’ questa una delle tante zone di cintura della città che proprio in quegli anni ha conosciuto uno sviluppo edilizio impetuoso e disordinato, senza alcun adeguamento delle infrastrutture pubbliche, a cominciare da quelle stradali e ciclo-pedonali. Da tempo i residenti lamentano la mancanza di marciapiedi e di golfi di fermata per gli autobus lungo la strada provinciale, con relativi problemi di sicurezza e di accessibilità, soprattutto per i bambini e gli anziani. Nell’ultima variazione di bilancio il Comune aveva stanziato 450.000 euro derivanti dall’avanzo di amministrazione, venendo anche incontro ad una nostra precedente richiesta. Con questa delibera si gettano le basi per progettare e realizzare due primi stralci di lavori che riguardano soprattutto l’innesto della strada che da Porporano sfocia su Via Traversetolo (strada Bodrio).

    Noi abbiamo votato a favore, come del resto tutti i consiglieri di minoranza, ma abbiamo criticato il fatto che la variante urbanistica e lo studio di fattibilità si limitassero ai soli stralci attuativi ad oggi finanziati e non all’intero tratto a rischio, segnalato dai residenti, e compreso proprio tra l’innesto di strada Bodrio a Nord e la rotonda di Via Felice da Mareto a sud. La mancanza di progettazione di insieme è stata e rimane una delle principali carenze di questa amministrazione.

    Guardando però al passato e alla rotonda di Via Felice da Mareto, fa ancora rabbia pensare che Provincia e Comune, per giustificare l’interesse pubblico dell’ampliamento della Parmacotto e concederlo quindi in deroga agli strumenti di pianificazione, si siano accontentati di una semplice rotonda e non di un generale adeguamento e messa in sicurezza di quel tratto di Via Traversetolo. Così come fa rabbia vedere tutte le costruzioni realizzate negli ultimi anni con ingresso diretto sulla provinciale con conseguenti problemi di sicurezza e rallentamento del traffico. Una stagione urbanistica da dimenticare di cui continueremo a pagare il prezzo a lungo.

    comune-di-parmaPer finire un breve commento sul presente. L’uscita di Pizzarotti dai 5 stelle era del tutto scontata. Casaleggio lo aveva di fatto già messo fuori nel 2014 per non avere mantenuto la promessa di fermare l’inceneritore ed essere sceso subito a patti con IREN. Da lì un braccio di ferro continuo in cui Pizzarotti sperava di uscirne come vittima. Lasciato nell’oblio della sospensione è stato lui alla fine a dovere prendere la porta sapendo di non poter contare sul logo 5 stelle per le elezioni.  E’ una situazione paradossale. Pizzarotti accusa Grillo e il direttorio di non rispettare quei principi che lui per primo ha disatteso, come ricordo in questo post. Di fatto sono le contraddizioni stesse alla base del Movimento e delle sue pretese rivoluzionarie che stanno esplodendo al primo confronto con la realtà del governare.

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