• Illuminazione pubblica a LED – Il risultato di un’opposizione costruttiva

    by  • 26/07/2016 • Ambiente e Rifiuti, Parma

    nicola

    Fare opposizione, per me, non significa limitarsi alla sola critica e interdizione, ma anche promuovere proposte a vantaggio della città sollecitando l’amministrazione affinché le realizzi. In questo mandato, come gruppo PD, lo abbiamo sempre fatto, non solo a parole, ma presentando numerose mozioni e ordini del giorno che sono agli atti del consiglio comunale. E che in alcuni casi sono anche andati a buon fine, purtroppo senza il dovuto riconoscimento di chi li ha poi fatti propri. Il risultato più eclatante lo abbiamo ottenuto con la mozione per il rinnovo del servizio di integrazione scolastica dei disabili, votata in una concitata seduta del Consiglio comunale.

    Ma qui mi soffermerò su un altro caso, più recente negli esiti, che riguarda l’illuminazione pubblica. Quando l’amministrazione 5 stelle si è insediata, il Comune, per eredità delle precedenti amministrazioni, pagava una bolletta per l’illuminazione pubblica esorbitante: 5,86 milioni di euro più IVA, con un costo medio per punto di luce di € 171 contro una media nazionale di 103 € e un costo di riferimento, per le nuove tecnologie a LED, inferiore ai 40 €.

    lampione-ledLa giunta Pizzarotti per ridurre questo costo ha cercato di avere uno sconto da Iren, gestore e concessionario del servizio, approvando nel 2013 un accordo che prevedeva la riduzione del canone annuo a 4,05 milioni di euro più IVA (120,00 € a lampione) in cambio della proroga del contratto di 6 anni (dalla prevista scadenza del 2015 al 2021) e della installazione di regolatori di flusso per ridurre i consumi.

    A più riprese sono intervenuto facendo presente che la proroga del servizio era illegittima, in quanto ai sensi della legge sui servizi pubblici locali il prolungamento del contratto doveva essere affidato mediante gara. Non solo, essendo stato affidato il servizio originariamente in forma diretta all’allora AMPS, la stessa legge stabiliva che il contratto decadesse comunque a fine 2013 (e non nel 2015 come pretendeva IREN). Cosa nei fatti avvenuta, nonostante l’amministrazione lo abbia negato fino all’ultimo

    Ma la nostra azione non si è fermata a mettere in risalto l’illegittimità della proroga e la decadenza automatica del contratto. Vista la possibilità di andare a nuova gara e di ridefinire quindi tutti i criteri del contratto di servizio, con una conferenza stampa a inizio 2014, abbiamo proposto di adottare, al posto della tecnologia superata dei regolatori di flusso, un sistema di illuminazione pubblica a led con palo intelligente collegato in rete, sulla scorta di quanto fatto, per primo in Italia, dal Comune di Montechiarugolo e in particolare dall’allora assessore all’ambiente Maurizio Olivieri.

    Grazie all’azione di Maurizio, il Comune di Montechiarugolo nel 2013 ha infatti rivoluzionato il sistema di illuminazione pubblica sostituendo tutti i lampioni con corpi illuminanti a LED controllabili e regolabili singolarmente in remoto. Questo ha consentito di passare da un costo per punto luce di 120 euro all’anno a un costo di 93 euro comprensivo però delle spese di investimento interamente sostenute dal soggetto gestore attraverso una forma di contratto innovativa (contratto di messa in disponibilità) che lascia il Comune proprietario dei lampioni e della rete di trasmissione dati ad essa associata, una vera e propria smart grid che può essere utilizzata anche per altri servizi. Una volta ammortizzato l’investimento, il costo per lampione scenderà a meno di 40 euro/anno con un abbattimento del costo del servizio del 70%. Senza contare i benefici ambientali sul piano della riduzione dei consumi elettrici e quindi delle emissioni.

    ledAdottare un sistema analogo in Comune di Parma, affermammo allora, oltre ad un sostanziale miglioramento del servizio con la possibilità di regolare i singoli lampioni e di monitorare in tempo reale eventuali guasti o disfunzioni, significava dimezzare da subito il costo del servizio con un risparmio di milioni di euro sul bilancio corrente, che poteva essere ri- utilizzato per rafforzare i servizi di welfare.

    L’amministrazione comunale apparve all’inizio reticente. Ma le ripetute sollecitazioni da parte nostra e l’azione condotta dallo stesso Maurizio Olivieri come responsabile energia della Associazione dei Comuni virtuosi, di cui lo stesso Comune di Parma fa parte, hanno infine portato al risultato sperato. Nell’ottobre 2015 il Comune ha bandito una gara per l’affidamento del servizio di illuminazione pubblica seguendo il modello Montechiarugolo. Dopo un lungo e travagliato iter, a luglio 2016 il servizio è stato finalmente affidato a un nuovo gruppo di imprese guidato dalla società danese Hesalight. Si prevedono investimenti da parte del nuovo gestore per 18 milioni di euro e un risparmio da subito di 1 milione di euro all’anno sui costi di gestione (costi che negli ultimi due anni erano già stati ridotti di pari importo).

    Un ottimo risultato nell’interesse dei cittadini di Parma a cui Maurizio Olivieri, aprendo per primo la strada, ha dato un fondamentale contributo. E un fondamentale contributo a tutto il territorio provinciale avrebbe potuto darlo da direttore dell’Agenzia per l’Energia, se una indecente campagna stampa on-line, con evidenti fini politici tesi a colpire di rimando il sottoscritto, non lo avesse portato a rinunciare all’incarico. Su quanto successo mi sono già espresso in Consiglio comunale. C’è chi pensa al merito e all’interesse generale. E c’è chi invece no. Ma sono sicuro che Maurizio avrà modo in futuro di mettere nuovamente a disposizione della comunità il suo spirito innovativo e le sue approfondite competenze tecniche ed amministrative in materia energetica e ambientale.

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