• UNA MAGGIORANZA IN DIFFICOLTA’ – Cronache dai consigli di giugno e luglio

    by  • 22/07/2016 • Cronache dal consiglio comunale

    Nei mesi di giugno e di luglio si sono tenuti in tutto solo 2 Consigli comunali. Non ne sono previsti altri fino a metà settembre. E’ sempre più evidente la difficoltà della maggioranza di garantire il numero minimo legale di 17 consiglieri necessario per lo svolgimento dei Consigli in prima convocazione. Con l’uscita di Nuzzo e Savani i numeri della maggioranza si sono ridotti a 19, compreso il Sindaco, contro 14 della minoranza. Ancora un buon margine, ma tra ferie, trasferimento per lavoro in altra città di un consigliere e percepibile stanchezza di molti è sempre più difficile, per stessa ammissione del capogruppo Bosi, mettere insieme i numeri per convocare il Consiglio. E così stiamo assistendo all’accumulo di svariate delibere in attesa di essere trattate e a un generale immobilismo dell’amministrazione su temi sensibili, come l’urbanistica, suscettibili di creare divisioni interne. Non che prima ci fosse un grande attivismo, ma adesso si ha davvero la sensazione che puntino a tirare a campare fino alla fine del mandato.

    aula-consiglio-comunaleNel Consiglio comunale del 14 giugno, privo di delibere significative, si è finalmente discussa la nostra mozione sul Teatro Regio che la maggioranza si era rifiutata di mettere all’ordine del giorno nel precedente Consiglio di maggio quando si trovavano sulla ribalta dei media nazionali per la notizia dell’avviso di garanzia a Pizzarotti e la successiva sospensione dal Movimento 5 stelle. Non entro nel merito della discussione già ampiamente trattato nel precedente resoconto. Si aspettavano che facessimo il processo a Pizzarotti, in realtà abbiamo rinnovato le richieste di chiarimento al Sindaco sulla procedura di selezione del direttore e sulle ragioni che lo hanno portato a nascondere alla città l’avviso di garanzia. Ma soprattutto abbiamo rilanciato sulla necessità di allargare la compagine sociale della Fondazione del Regio (oggi composta solo dal Comune) e di rinnovare su queste basi il consiglio di amministrazione. Da Pizzarotti, come era prevedibile, non è venuto alcun chiarimento. Ha replicato stizzito che aveva già pubblicato su facebook l’avviso di garanzia e che non doveva aggiungere altro. Una non risposta che denota la considerazione in cui tiene il Consiglio comunale e ciò che rappresenta.

    Il Consiglio del 12 luglio è stata invece una seduta fiume terminata dopo le 23. Di fatto la maggioranza ha cercato di concentrare in un’unica seduta quello che andava fatto in due, sapendo appunto di non potere convocare altri Consigli fino a settembre.

    Sono intervenuto in apertura con una comunicazione urgente dal titolo “Uomini e no: la degenerazione informativa che ammorba la città”. Quanto ho detto nella comunicazione lo potete ascoltare in questo video. Sono intervenuto apposta nell’aula del Consiglio comunale perché volevo che le mie parole rimanessero agli atti del principale organo democratico della città. E perché ritengo che la mala informazione di alcuni pubblicisti on-line, tesa a screditare persone con evidenti fini politici, costituisca un vulnus e un condizionamento per la vita democratica della città che non può essere accettato e che deve essere contrastato con tutti i mezzi istituzionali e di legge da tutte le forze politiche e da tutti i consiglieri, senza distinzione di maggioranza o opposizione.

    Si è quindi passati alla parte deliberante. Come prima delibera è stata discussa la salvaguardia degli equilibri di bilancio, una verifica che va fatta per legge entro il 30 luglio. Tra le principali variazioni registrate: il mancato introito della TASI prima casa, a seguito della soppressione dell’imposta, compensato da trasferimenti statali di importo equivalente; l’entrata di 0,7 M€ del fondo della legge regionale rifiuti per i risultati conseguiti sul piano della raccolta differenziata, che sarà destinata alla riduzione della tariffa come già previsto dal Piano Economico Finanziario approvato in aprile; altre variazioni in entrata e in uscita, sia sulla parte corrente che di conto capitale (investimenti) a saldi di spesa invariati. Nella sostanza niente di rilevante. L’impianto del bilancio resta quello di dicembre: abbiamo quindi riconfermato il nostro voto contrario.

    A seguire sono poi state discusse una serie di delibere a cui abbiamo dato voto favorevole:

    • cambio di destinazione d’uso dell’ex Cinema Multiplex a San Pancrazio per consentire il trasferimento della nuova sede dell’Unione Agricoltori, ora in Via Gramsci presso l’ex filiale Fiat
    • concessione del diritto di superficie di un’area parcheggio di proprietà comunale in Via Emilia Ovest a favore del Poliambulatorio Dalla Rosa Prati per la realizzazione di un centro ipogeo di radioterapia avanzata per cure oncologiche fornite nel quadro dei servizi in accreditamento;
    • costituzione di servitù gratuita di pubblico transito su terreni dell’Istituto Piccole Figlie per la realizzazione di una pista ciclabile tra Ponte dei Carrettieri e Ponte della Navetta (ponte sui cui tempi di realizzazione non si hanno però ad oggi notizie).

    comune_parmaA sera inoltrata si è poi affrontato l’aggiornamento del regolamento sugli organismi di partecipazione che riguarda principalmente i Consigli dei Cittadini Volontari (CCV), i nuovi consigli di quartieri introdotti nel 2015. Il testo vigente era già un pastrocchio senza capo né coda, nato dal connubio devastante tra la confusione e l’incapacità amministrativa della vicesindaco Paci (delegata alla partecipazione) e la rudimentale ideologia grillina che teorizza cittadini singoli e isolati (uno vale uno) guardando con sospetto qualsiasi impegno, o meglio compromissione, non solo con i partiti, ma perfino con il mondo delle associazionismo. Da qui l’idea che i CCV debbano essere organi “apartitici” e “aconfessionali” composti in parte da persone autocandidate e in parte da persone estratte a sorte.

    Il fallimento di questo impianto, che si dichiara antideologico e che è invece ideologico fino al midollo, è stato evidente fin da subito con una bassissima partecipazione al voto (meno del 2%) e con CCV che in alcuni casi non si sono potuti nemmeno costituire per mancanza del numero minimo di candidati. Fallimento che si registra anche nel ruolo effettivo che i CCV hanno potuto giocare nelle scelte dell’amministrazione: nessun reale potere anche solo di parere consultivo; nessun ascolto e coinvolgimento da parte dell’amministrazione; nessun risorsa a disposizione, nemmeno di materiali di consumo.

    A seguito delle rimostranze da parte degli stessi CCV, la vicesindaco Paci è voluta correre ai ripari e come c’era da aspettarsi la toppa non poteva che uscire peggiore del buco. Ci vorrebbe un papiro per descrivere le amenità introdotte con gli aggiornamenti, tutti concentrati sugli aspetti procedurali. Mi limito a questi: incremento della quota di candidature estratte a sorte dal 30 al 50%; riduzione da 11 a 5 del numero minimo di componenti; prolungamento da 30 mesi a 5 anni della durata dei CCV. Nessuna aggiunta o integrazione sul fronte delle competenze e funzioni che sono invece vitali per dare un senso alla partecipazione e quindi attrarre l’impegno delle persone.

    Dopo avere richiesto senza esito il ritiro della delibera sia in sede di Commissione che in aula, ho presentato due emendamenti affinché fosse ristabilito il regolamento vigente per quanto concerne numero minimo dei componenti e durata dei CCV. Ho sottolineato che quest’ultimo aspetto era particolarmente critico, perché prolungare a 5 anni la durata dei CCV in carica, oltre che presentare profili di illegittimità, significava imporre anche alla prossima amministrazione un modello di partecipazione decentrata controverso e fallimentare. Per questo, se fosse passato, ero pronto anche a portare la delibera dal Prefetto e in ogni altra sede di controllo amministrativo sovraordinato.

    La maggioranza ha quindi chiesto una sospensione dei lavori per confrontarsi sugli emendamenti. Alla fine quello che ristabilisce la durata originaria dei CCV di 30 mesi è passato. La prossima amministrazione avrà quindi modo già nel 2017 di intervenire per riformare nel profondo il sistema di partecipazione decentrata, un tema a mio avviso fondamentale su cui, come gruppo consiliare, stiamo lavorando da alcuni mesi insieme a Roberto Ghiretti attraverso una serie di incontri nei quartieri (#OpenParma)

    Da ultimo segnalo che Maria Teresa Guarnieri si è dimessa dal Consiglio per incompatibilità con il suo nuovo incarico di direttrice dell’Asp di Reggio Emilia e al suo posto è subentrato Paolo Pizzigoni. Auguro a Maria Teresa buon lavoro nel suo ruolo. Ci mancheranno i suoi interventi, sempre di alto livello politico, e la sua presenza, unica donna di un’opposizione che, d’ora in avanti, sarà composta da soli uomini. Non certo un bel segnale nella direzione del riequilibrio di genere della politica.

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