Parma

Verso elezioni 2017 – Primarie aperte in tempi certi

Riporto la mia intervista a Repubblica Parma rilasciata a fine giugno sul tema delle primarie del centro sinistra per il candidato sindaco alle elezioni comunali del 2017.

Potete vedere l’originale cliccando su questo LINK

DallOlio

“Dopo 20 anni di opposizione serve un progetto vincente per Parma”. Nicola Dall’Olio, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale, auspica un “Pd aggregatore di un’ampia area politica per costruire un progetto che risponda ai bisogni dei cittadini attraverso un percorso di Primarie aperte da avviare in tempi rapidi”. Alla domanda se intende candidarsi, risponde che “sta valutando”.

Tra meno di un anno Parma affronterà le elezioni amministrative: con che scenario la nostra città si sta avviando a quell’appuntamento?

“Uno scenario di grande incertezza e allo stesso tempo di fermento e forte aspettativa. C’è un’incertezza politica a livello europeo e nazionale. Pensiamo alla Brexit e al referendum costituzionale. E c’è anche un’incertezza politica a livello locale. Il sindaco Pizzarotti è sospeso dal suo Movimento da quasi due mesi e si appresta ad uscirne per cercare un’avventura civica, dove vedo un certo intasamento: ci sono movimenti civici che hanno lavorato bene in Consiglio comunale, ed altri che cercano di accreditarsi senza una reale storia politica alle spalle. Registro un nuovo e positivo attivismo del mondo dell’imprenditoria, che però non può sostituirsi alle forze politiche che sono comunque chiamate ad esprimere la proposta amministrativa per il governo della città. Il rischio è che la moltiplicazione delle proposte si traduca in realtà non in un aumento delle possibilità di scelta, ma in un disorientamento dell’elettorato, con un aumento dell’astensionismo, fenomeno che sta crescendo a livello nazionale. Da questo punto di vista il Pd è chiamato ad avere un ruolo guida aggregatore che guardi sia a sinistra che al centro, in particolare al civismo con cui si sono condivise battaglie in Consiglio comunale, al fine di costruire la proposta di rilancio della città”.

Argomento Pd e primarie. Lei ha concordato su quanto detto dal segretario cittadino Lorenzo Lavagetto: e cioè che “il candidato sindaco del centrosinistra per le elezioni del 2017 deve essere individuato con primarie aperte e fatte per tempo”.

“Sì certo, proprio per le considerazioni precedenti. Ci vuole infatti un processo aperto e partecipativo, come solo le primarie possono garantire, sia per selezionare la candidatura che per costruire un progetto condiviso di rigenerazione della città dal punto di vista sociale, culturale e urbanistico. Aperte non significa però omnibus, ci vuole una base programmatica comune radicata nei valori e nei principi del centrosinistra. Penso alle politiche pubbliche per il welfare, alla gestione delle sicurezze e dell’integrazione, alla lotta alla povertà e all’esclusione sociale, alla sostenibilità ambientale. Primarie aperte anche fisicamente con gazebo nelle piazze e nelle strade. E vanno fatte per tempo, non a ridosso della scadenza elettorale possibilmente entro la fine dell’anno in modo da lasciare il tempo al candidato prescelto di elaborare il suo programma insieme ai cittadini”.

È possibile la candidatura di Nicola Dall’Olio a queste primarie?

“Sto valutando con le persone che mi hanno sostenuto ed accompagnato in questi anni. Ciò che però in questa fase più conta è avviare questo processo delle primarie aperte con regole e tempi certi. Dopodiché si dovranno candidare le persone che più e meglio possono raccogliere consenso nell’elettorato del centrosinistra e farsi interpreti di un progetto comune vincente. Dopo molte occasioni perse, qui si tratta infatti di tornare a governare la città dopo 20 anni. Questo obiettivo non può essere messo in gioco per disfide e rivalità personali”.

Una valutazione sull’Amministrazione Pizzarotti, verso la quale dai banchi dell’opposizione lei non ha risparmiato critiche. Ci sarà un nuovo capitolo per il M5s a Parma – visto anche l’esito delle ultime amministrative a Roma e Torino – o si tratta di un’era finita?

“La verità è che l’era 5 stelle a Parma è morta ancora prima di nascere. Pizzarotti, a partire dalla vicenda del termovalorizzatore, ha disconosciuto nei fatti il suo programma e il suo Movimento. Come ho già detto, non credo che si ricandiderà sotto quella bandiera. E in ogni caso penso che i parmigiani abbiano già dato e non siano disponibili a ridare fiducia all’improvvisazione o al nuovo solo perché tale come accaduto a Roma e a Torino”.

Che cosa il Partito Democratico ha appreso dalle ultime Amministrative del 2012 e come intende applicarla in vista delle prossime elezioni?

“Credo che il Partito Democratico debba apprendere non solo dalla sconfitta del 2012 ma anche da quelle precedenti, evitando di candidare persone che non sono della città e che ricoprono altre cariche politiche. Poi è ovvio che questo non basta. Bisogna saper interpretare i tempi e i bisogni dei cittadini. E bisogna mettere al centro non le dinamiche di potere, ma le idee e i progetti”.

Tre idee per Parma secondo Nicola Dall’Olio.

“Le idee sono tante, ma prima di tutto ci vuole una visione e un progetto di sistema che le tenga insieme. Quello che è completamente mancato a questa Amministrazione. Siamo una città europea, sede tra l’altro dell’Efsa, e ci dobbiamo confrontare con gli standard delle altre città europee. Ad esempio, nel decoro e nella cura dell’arredo urbano. Nella valorizzazione del nostro enorme patrimonio culturale. Piazzale della Pace e l’area della Pilotta, oggi in stato di abbandono e degrado, potrebbero diventare il motore per lo sviluppo turistico e culturale della città. Dobbiamo tornare ad avere cura della bellezza. Ed innovare. Ad esempio nella mobilità sostenibile, su cui siamo rimasti fermi, nei servizi ai cittadini, nel welfare. E dobbiamo rimediare alle fratture e alle diseguaglianze che si sono create tra il centro e le periferie. Periferie sia urbane che economiche e sociali. Da questo punto
di vista un grande lavoro va fatto nei quartieri, coinvolgendo i residenti, garantendo presidio di funzioni compreso il vigile di quartiere, promesso e mai visto. E valorizzando il ruolo delle scuole come centri di integrazione e di socializzazione tra generazioni. La sicurezza e la prevenzione dell’esclusione sociale si costruiscono anche e soprattutto così. E poi una promessa: ridurre il costo dei servizi per i cittadini, divenuti in molti casi insostenibili per le famiglie”.

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