• Rifiuti e Pge – CRONACHE DAL CONSIGLIO – MARZO

    by  • 11/04/2016 • Uncategorized

    La discussione nei due Consigli comunali di marzo si è incentrata soprattutto su due temi non oggetto di deliberazione: la raccolta differenziata e la vicenda di Parma Gestione Entrate. Sulla prima questione abbiamo sottolineato le tante proposte fatte negli anni scorsi dal gruppo del Partito democratico che non sono mai state prese in considerazione dalla giunta grillina che è andata avanti per la propria strada.

    Per quanto riguarda il secondo aspetto, si tratta di un problema molto serio visto che stiamo parlando della società attraverso cui il Comune riscuote tutte le proprie entrate tributarie, non solo le sanzioni. Un blocco della società significa un blocco della liquidità per il Comune.

    CONSIGLIO OTTO MARZO

    Nel Consiglio comunale dell’8 marzo è stata portata in discussione una mozione sulla raccolta differenziata promossa da Roberto Ghiretti e supportata dalla raccolta di più di 6.000 firme. La mozione in sé era piuttosto generica e chiedeva un miglioramento del sistema di raccolta per rispondere meglio alle esigenze dei cittadini proponendo l’introduzione di cassonetti cosiddetti “intelligenti”, ovvero cassonetti ad apertura controllata attraverso codice o card come si trovano sulla costa romagnola o in Trentino.

    Nel mio intervento ho ricordato tutte le proposte circostanziate che come gruppo PD abbiamo avanzato nel corso di questa amministrazione attraverso la presentazione di Ordini del giorno collegati alla delibera con cui annualmente si approva il Piano Economico Finanziario per la gestione del servizio rifiuti.

    RIFIUTIUna di queste proposte riguarda appunto l’introduzione sperimentale di cassonetti intelligenti per la raccolta del solo indifferenziato. Il costo della raccolta del residuo, con il passaggio dallo stradale al porta a porta, è infatti uno di quelli che più è aumentato in questi anni passando da 4,51 a 7,88 M€ tra il 2012 e il 2015. Questo aumento di 3,27 M€ è stato solo in parte compensato dalla riduzione dei costi di smaltimento dovuti alla riduzione della produzione di residuo.

    Per quanto l’introduzione di questi cassonetti stradali (in numero comunque molto ridotto rispetto al passato) comporterebbe un costo iniziale di investimento, vi potrebbero essere significativi risparmi sui costi di raccolta che potrebbe essere ulteriormente ottimizzata grazie a sensori che segnalano al gestore lo stato di riempimento dei cassonetti. L’altro sostanziale beneficio sarebbe quello di una maggiore flessibilità di conferimento dal lato dei cittadini che non dovrebbero più esporre il residuo secondo il calendario ma potrebbero conferirlo secondo le loro necessità. L’applicazione della tariffazione puntuale verrebbe garantita dall’apertura con card o codice personale.

    Le 8 capannine ecologiche introdotte dall’assessore Folli dopo ripetuti solleciti rispondono più o meno a questa logica. Per l’apertura del cassonetto dell’indifferenziato, invece di utilizzare la card,RIFIUTI 2 bisogna pagare 0,70 €. Nonostante si paghi i dati di questi mesi forniti dal gestore ci dicono che sono proprio i cassonetti dell’indifferenziato quelli più utilizzati nelle capannine. Questo non fa che corroborare la nostra proposta fatta propria anche da Ghiretti.

    Altre proposte che avevamo fatto in passato e che ho richiamato riguardano la reintroduzione nel centro storico della raccolta stradale con cassonetti interrati o arredati (come fatto a Mantova dove si è tornati indietro dal porta a porta per motivi di decoro della città monumentale); la sospensione del servizio notturno e domenicale, che oltre ad arrecare disturbo, costa 0,5 M€ in più; la misurazione della percentuale di recupero per ciascuna delle frazioni differenziate: è un obiettivo della legge regionale e serve a capire quanto di ciò che differenziamo viene davvero riciclato e recuperato.

    Tutti ordini del giorno regolarmente bocciati dalla maggioranza 5 stelle così come è stata bocciata la mozione di Ghiretti.

    Per quanto riguarda la parte deliberativa sono passati, con nostro voto contrario, due debiti fuori bilancio per cause da esproprio perse dal Comune, di cui una del costo di € 717.000,00 relativa a terreni per la tangenziale ovest che erano stati pagati come agricoli quando invece erano edificabili. Di questa tipologia di debiti fuori bilancio ormai ne abbiamo visti passare in Consiglio decine per un costo complessivo di svariati milioni di euro.

    La gran parte risalgono ai primi anni 2000 e danno l’idea di come si muovesse l’amministrazione Ubaldi per le opere pubbliche: espropri coatti ai valori più bassi i cui reali costi venivano poi lasciati alle successive amministrazioni. Come sempre in questi casi, il consigliere Savani, del gruppo 5 stelle dissidente costituito insieme a Nuzzo, ha votato contro criticando duramente l’amministrazione per non avviare azioni di responsabilità contro chi ha lasciato in eredità questi debiti.

    E in effetti, sebbene quando vi sono sentenze definitive si debba pagare, questa amministrazione sta facendo pulizia delle tante magagne lasciate dalle precedenti senza rivalersi davvero sui responsabili. Da questo punto di vista un po’ penoso è stato l’intervento del capogruppo 5 stelle Bosi che è arrivato persino a difendere chi ai tempi aveva operato l’esproprio a valori agricoli.

    CONSIGLIO 22 MARZO

    Il Consiglio del 22 marzo è stato invece contraddistinto dalla discussione su Parma Gestione Entrate (PGE), società partecipata al 60% dal Comune che svolge il servizio di riscossione dei tributi e delle sanzioni.

    PGEIl giorno prima del Consiglio c’era infatti stata l’ispezione della Guardia di Finanza, con più di 40 agenti, presso la sede della società di riscossione per requisire tutti i computer e i server. La stampa dava notizia che l’intero CdA era indagato, insieme al titolare della società che svolgeva per conto di PGE le notifiche domiciliari, con accuse molto gravi di peculato, di usura e falso ideologico.

    A tutt’oggi non è ancora dato sapere a quali precise vicende siano legati i reati contestati dagli inquirenti. Si suppone riguardino le false notifiche per multe e sanzioni mai consegnate a domicilio e appropriazioni personali di pagamenti fatti in contanti. L’usura, la contestazione probabilmente più debole, pare riguardare aggi e interessi applicati alle sanzioni. In ogni caso un problema molto serio (un crande kasino direbbe Niki Lauda) considerato che PGE è la società attraverso cui il Comune riscuote tutte le proprie entrate tributarie, non solo le sanzioni. Un blocco della società significa un blocco della liquidità per il Comune.

    Sull’onda di queste notizie come gruppi di minoranza abbiamo convocato una conferenza stampa prima dell’inizio del Consiglio. Poi però non siamo stati capaci di gestire al meglio la discussione nel Consiglio stesso, lasciando che Ferretti e Pizzarotti intervenissero per ultimi senza possibilità di replica.

    Il regolamento del Consiglio consente a ciascun consigliere di fare delle comunicazioni urgenti della durata massima di tre minuti al quale la giunta e il sindaco possono replicare. Se però è il Sindaco a fare una comunicazione, sono i gruppi consiliari che possono replicare avendo a disposizione il doppio del tempo.

    Nella concitazione di quella mattina avevo fatto espressa richiesta al Presidente del Consiglio che il Sindaco comunicasse su PGE in modo da avere aggiornamenti e da potere consentire a tutti i consiglieri di minoranza di replicare con qualche informazione in più rispetto a quanto già detto in conferenza stampa. Purtroppo qualche consigliere non ha capito la mossa, diversi si sono prenotati per fare la loro specifica comunicazione urgente e Pizzarotti ha avuto gioco facile nel lasciare gli altri intervenire per primi (ripetendo quanto già detto in conferenza stampa) per poi replicare e dire che l’intero CdA di PGE “si era dimesso”.

    Io non sono intervenuto: il mio commento alle parole di Pizzarotti e le mie valutazioni sulle vicenda le ho espresse in un successivo comunicato che ho scritto durante il Consiglio. Pizzarotti ha sminuito la faccenda a “danno collaterale” che andava messo nel conto: troppi i problemi lasciati dalle precedenti amministrazioni perché qualcosa non sfuggisse.

    Il problema però è che il presidente ora indagato di PGE, così come un altro componente del CdA, sono stati nominati da lui a fine 2014, senza peraltro seguire il regolamento per le nomine, e i reati contestati riguardano questo CdA e questi anni di gestione. Le responsabilità ci sono tutte e, come ho ribadito nel comunicato, se ci saranno rinvii a giudizio chiederemo le dimissioni dell’assessore Ferretti (che ha la delega alle partecipate) per omesso controllo.

    Resta il problema di cosa fare di PGE: reinternalizzare il servizio non è praticabile. Il Comune dovrebbe assumere i 24 dipendenti attraverso concorso pubblico, cosa attualmente non consentita PGE 2dai vincoli sulle assunzioni. Si potrebbe esternalizzare completamente il servizio di riscossione con una nuova gara per cercare un operatore privato. E’ una soluzione adottata da alcuni Comuni, come Fidenza, che personalmente non condivido. La riscossione delle entrate da cui dipende l’attività dell’amministrazione non va a mio avviso affidata a un privato. Se si è fatto fatica a controllare una società mista pubblica-privata cosa può accadere con una totalmente privata?

    Credo che l’unica soluzione sia l’acquisizione, da parte del Comune, della quota azionaria del privato con la costituzione di una società cosiddetta “in house” magari con la partecipazione anche di altri Comuni della provincia.

    La parte deliberante del Consiglio è passata decisamente in secondo piano con l’approvazione dell’ennesimo regolamento (questa volta per la Casa della Musica), l’adesione del Comune alla Fondazione Museo Ettore Guatelli (con soli 1.000 € quando si danno contributi a pioggia per iniziative senza valore), la revoca del protocollo d’intesa del 2009 che impegnava il Comune a realizzare la nuova Questura e la modifica degli elenchi degli immobili affidati a Parma Infrastrutture. Riguardo a quest’ultima il Comune si è riappropriato delle aree verdi, eccetto i grandi parchi, mentre a Parma Infrastrutture sono state date in concessione parcheggi e strade legate a nuove urbanizzazioni. Niente per cui valesse la pena fare grandi barricate.

    trivellePer finire colgo l’occasione per ricordarvi di andare a votare al referendum sulle trivelle di domenica 17 aprile. L’atto democratico del voto va sempre praticato. Io voterò sì. Qui trovate le ragioni del mio voto.

     

     

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