• Cronache dal consiglio comunale 2/2016

    by  • 03/03/2016 • Cronache dal consiglio comunale

    Il tema politico principale del consiglio comunale del 16 febbraio sono state le Case Famiglia, nonostante non vi fossero all’ordine del giorno delibere su questo argomento. Era infatti di pochi giorni prima la notizia dei tre arresti per maltrattamenti di anziani nella Casa Famiglia Villa Alba. Numerose sono quindi state le comunicazioni urgenti da parte dei consiglieri su questa brutta vicenda. Solo 6 mesi prima avevamo infatti approvato in Consiglio il regolamento per “La disciplina, la valorizzazione e la qualificazione delle Case famiglia per anziani e per l’esercizio delle attività di vigilanza e controllo” (Del. CC 43/2015).

    ParmaANZIANIMa nel corso delle discussione abbiamo scoperto dall’assessore ai servizi sociali Rossi: 1) che il regolamento era stato impugnato da alcune Case famiglia; 2) che il regolamento non era ancora pienamente attuativo perché mancava la disciplina procedimentale, disciplina che è poi stata approvata dalla Giunta comunale qualche giorno dopo, il 24 febbraio, ad 8 mesi di distanza dall’approvazione del regolamento.

    Detto dei ritardi con cui si muove l’amministrazione comunale e delle lacune del sistema di controllo che riguardano anche l’ASL, bisogna però sottolineare che il tema delle Case famiglia ha una portata più generale, che va oltre lo stesso Comune, e riguarda il modello di welfare che si è andato affermando in questi ultimi anni anche a seguito di provvedimenti legislativi nazionali e regionali. Un modello che, a fronte di una popolazione anziana crescente e della riduzione delle risorse, tende purtroppo a impoverire di funzioni e di capacità di programmazione il pubblico e a delegare sempre di più i servizi al privato senza un adeguato sistema di coordinamento e di controllo.

    L’istituzione e la proliferazione delle case famiglia si inserisce in questo quadro. Come recita il regolamento le case famiglia sono “attività economiche di iniziativa privata che si caratterizzano come comunità di tipo familiare con sede in una civile abitazione e con funzioni di accoglienza e assistenza che ospitano fino a un massimo di 6 persone anziane”, persone che devono essere autosufficienti o con bassa intensità assistenziale.

    Per aprire una Casa Famiglia nella propria abitazione la legge non prevede alcun obbligo di autorizzazione: basta una semplice comunicazione di inizio attività. Con questa deregulation e con rette che si aggirano sui 2.000 euro al mese si capisce come ci sia stata una rapida e poco controllata diffusione di queste forme di assistenza. Solo in città si contano più di 30 Case famiglia. Ed è anche altrettanto evidente l’ipocrisia di fondo della prevista autosufficienza dell’anziano: chi è autosufficiente non ha bisogno di andare in Casa famiglia, ma dovrebbe tutt’al più beneficiare di supporti a domicilio, nella propria casa, nel proprio ambiente di vita, come ha ben sottolineato con un proprio intervento la Fondazione Mario Tommasini.

    C’è dunque una questione di fondo da affrontare: come riprogettare il welfare per gli anziani in una società che invecchia recuperando una forte regia pubblica e rafforzando il più possibile i servizi a sostegno della domiciliarità. Il Comune può fare molto, ma non è certo l’unico attore.

    Dopo le comunicazioni, che hanno preso più di un’ora, si è passati alla fase deliberante con tre delibere all’ordine del giorno:

     Convenzione per messa in sicurezza del Ponte sul Taro di Maria Luigia

    Ponte-Taro-620x264Uno dei principali monumenti del nostro territorio, anche se pochissimo conosciuto come tale, è il ponte sul Taro fatto realizzare da Maria Luigia tra il 1817 e il 1819. Ai tempi della sua realizzazione era considerato il ponte più lungo d’Europa.

    Nel 2014, come gruppo PD, avevamo presentato un ordine del giorno per la predisposizione di un progetto di manutenzione straordinaria e di recupero conservativo. Le criticità già allora segnalate sono emerse con tutta evidenza in questi mesi. Al degrado delle pregiate parti architettoniche si sono aggiunte preoccupazioni sulla tenuta del viadotto stradale ed è proprio di questi giorni una prova di carico per verificare la stabilità dell’opera.

    Le tre amministrazioni comunali che ne hanno in capo la gestione e la manutenzione (Comune di Parma, Fontevivo e Noceto) si sono quindi incontrate per concordare una linea comune di intervento. Ne è nato un protocollo d’intesa che è stata portato in Consiglio Comunale

    Il protocollo, piuttosto generico e privo di risorse, impegna i tre Comuni a mettere in atto azioni congiunte per sviluppare indagini strutturali e progetti di intervento e ricercare fondi per la riqualificazione e la messa in sicurezza. Nella discussione l’assessore Alinovi ha parlato di un costo complessivo dell’intervento di 8 milioni di euro, anche se non si capisce bene su quali basi sia stato stimato visto che appunto mancano i progetti e le indagini strutturali.

    Abbiamo proposto, in accordo con il gruppo consiliare PD di Fontevivo, di sfruttare il bicentenario dell’insediamento di Maria Luigia per fare conoscere a livello nazionale il ponte e cercare fondi ai Ministeri competenti, cosa per altro già sollecitata dai parlamentari di Parma.

    Riqualificazione ex sede della Banca d’Italia

    banca-ditaliaFino a qualche anno fa la Banca d’Italia aveva una sua sede distaccata in Via Farini di fronte all’attuale libreria Feltrinelli che occupava numerosi analisti. Purtroppo la spending review ha colpito anche lì.

    La Fondazione Banca del Monte ha acquisito l’immobile e intende trasferirvi i propri uffici e le proprie collezioni museali, realizzando anche una sala conferenza all’interno di uno dei cavedi dell’edificio. Per fare questo intervento è stato richiesto un permesso di costruire in deroga alle prescrizioni urbanistiche in quanto la copertura del cavedio comporta un aumento di volumetria. Abbiamo votato positivamente poiché non vi sono modifiche sostanziali della sagoma dell’edificio. La nuova collocazione del museo della Fondazione, ora ospitato a Palazzo San Vitale, potrà inoltre renderlo più fruibile alla cittadinanza e ai visitatori rafforzando l’offerta culturale della città.

     

     

    Variante al regolamento urbanistico edilizio

    rue-regolament-urbanistico-edilizio-parma-672x372E’ stata portata in adozione l’ennesima variante del regolamento urbanistico edilizio (RUE). Una delibera molto tecnica relativa alle zone miste residenziali, commerciali e direzionali finalizzata a favorire le conversioni d’uso in residenziale e la rigenerazione del tessuto urbano esistente. In sé un provvedimento anche condivisibile, ma il punto è che dopo 4 anni attendiamo ancora una variante generale degli strumenti urbanistici che dia un segnale di discontinuità e cambiamento rispetto al passato. Invece l’amministrazione comunale preferisce procedere per piccoli e continui ritocchi senza un ripensamento organico di tutta la regolamentazione. Per questa ragione, ci siamo astenuti.

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