• La Svizzera chiude ai camion e ci chiede di investire in ferrovie

    by  • 10/02/2016 • Energia e trasporti, Politica nazionale

    GottardoI due più importanti investimenti infrastrutturali in corso in Europa sono il traforo del Gottardo e quello del Brennero, entrambi ferroviari. Il traforo del Gottardo, lungo 57 km, sarà inaugurato nel giugno di quest’anno e collegherà Milano a Zurigo in meno di tre ore.

    In una recente intervista al Corriere della Sera il Console svizzero ha dichiarato che il nuovo tunnel “avrà un impatto importante sull’Italia perché avvicinerà i porti liguri alla Svizzera tedesca e alla Germania rispetto ai porti belgi e olandesi“. Il Console prosegue chiedendo alle autorità italiana “di potenziare i collegamenti ferroviari verso la Liguria“. E aggiunge “vorremmo che in futuro le merci partissero dai porti liguri e arrivassero fino a Stoccarda in treno, eliminando così quasi totalmente i tir dalle strade“.

    Il traforo di base del Brennero, la galleria ferroviaria più lunga del mondo, sarà pronta nel 2026. Ma anche l’Austria ha già espresso l’intenzione di chiudere il traffico ai camion. A Parma si vuole invece puntare tutto su un’autostrada progettata 40 anni fa che rischia di finire a Trecasali e di non servire a nessuno, se non a chi la costruisce.

    Proviamo a ricordarci come era il mondo 40 anni fa: non c’erano gli smart-phone, i PC, Internet, i gps, i droni, le E-mail, le stampanti 3D, la TV digitale, i voli low cost, i treni ad alta velocità. Davvero vogliamo credere che oggi, nel 2016, quando il resto d’Europa investe per ridurre il traffico su gomma e le emissioni, l’autostrada rappresenta l’unica via per lo sviluppo della nostra economia e delle nostre imprese?

    Qui il rischio concreto è che continuando a guardare al passato, oltre a sbragare ulteriormente un territorio che non si potrà più chiamare Food Valley, si perdano letteralmente i treni che ci possono tenere agganciati e all’Europa. Le forze politiche ed economiche dovrebbero quindi lavorare insieme alle istituzioni affinché si trovi una soluzione per evitare di realizzare il primo lotto autostradale, quello che finisce a Trecasali, ed utilizzare le risorse già stanziate per completare il raddoppio della linea ferroviaria che ci collega alla Liguria e al porto di La Spezia.

    E’ questo lo sviluppo infrastrutturale di cui abbiamo bisogno per guardare al futuro.

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