• Siamo in guerra – L’Europa è l’unica risposta

    by  • 15/11/2015 • Europa

    Giorgio e il bunkerLa nebbia, un gelso, un bunker tedesco della seconda guerra mondiale, mio padre. Siamo nei dintorni di Baganzola a pochi chilometri da Parma. Durante la seconda guerra i mondiali i tedeschi avevano costruito varie piste d’atterraggio disseminando la campagna di rifugi per i soldati, di mucchi di ghiaia per riparare le piste dai bombardamenti alleati, di strade e ponti per spostare gli aerei. Le tracce di questa vicende belliche, di cui mio padre serba precisa memoria, sono tuttora visibili.

    Anche adesso siamo in guerra ma troppo spesso ce ne dimentichiamo. Una guerra diversa in cui servono a poco rifugi ed aerei, perché chi ci attacca vive accanto noi, cellule impazzite del nostro organismo sociale. Per questa guerra ci vogliono altri strumenti, di intelligence e di prevenzione. E soprattutto ci vuole più Europa.

    La morte di civili inermi non ha rimedio e giustificazione. Ma il sangue di Parigi come prima quello di Madrid, di Londra ci deve spingere a fare un passo in avanti nell’unica direzione che può aiutarci a combattere questa guerra e a percepirci davvero come un unico popolo.

    Contro il terrorismo islamico abbiamo bisogno di mettere in comune a livello europeo la politica estera e di difesa, l’intelligence, la polizia di frontiera, le politiche di immigrazione e di integrazione. I morti di Parigi, di Londra, Madrid sono i nostri morti.

    Dalla seconda guerra mondiale è nata l’idea degli Stati Uniti d’Europa come strumento di pace e di prosperità. Questa guerra che ora viviamo serva almeno a realizzarla.

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