• Dopo l’inceneritore l’autostrada. Il vero volto di Pizzarotti

    by  • 26/10/2015 • Emilia Romagna, Energia e trasporti, Parma, Politica nazionale

    ildivo2Sulla vicenda dell’autostrada Tirennero-Brennero si è visto per l’ennesima volta di che pasta è fatto Federico Pizzarotti. Come per l’inceneritore, per gli asili, per il referendum anche per la Ti-Bre autostradale Pizzarotti ha scelto da che parte stare: dalla parte del potere e dei propri interessi.

    Oggi nell’Assemblea dei Sindaci della Provincia di Parma erano in discussione due contrapposte mozioni: una che chiedeva il reinserimento dell’autostrada Tirreno Brennero nel Piano Regionale delle opere strategiche e una, presentata dal Sindaco di Colorno, che invece confermava l’orientamento della Regione di dare priorità alla ferrovia Parma-La Spezia e di stralciare il secondo lotto dell’autostrada, chiedendo inoltre al Governo di attivarsi per evitare la realizzazione anche del primo lotto Fontevivo-San Quirico. Una richiesta in linea con l’ordine del giorno votato all’unanimità nel 2014 dal Consiglio comunale di Parma in cui si dava mandato al Sindaco di impegnarsi in tal senso.

    Con il sostegno del Comune di Parma, che nell’Assemblea dei sindaci pesa più del 40%, questa seconda mozione sarebbe passata a maggioranza avendo già l’appoggio di numerosi altri Comuni a cominciare da quelli impattati dall’opera. C’era quindi un’occasione unica di fare fronte comune per rimettere in discussione un’autostrada inutile e devastante per il territorio.

    Il capitano coraggioso Federico Pizzarotti, in combutta con i pasdaran dell’autostrada, ha invece pensato bene di fare saltare l’Assemblea dei sindaci in modo che in Regione potesse arrivare un solo parere, quello di chi vuole a tutti i costi l’autostrada. Al diavolo i principi del proprio Movimento, gli obiettivi di programma sulla sostenibilità ambientale e il consumo di suolo, gli impegni nelle delibere e negli ordini del giorno del Consiglio Comunale. Quando la partita si fa dura e c’è da fare scelte che rischiano di mettere in gioco la sua poltrona Pizzarotti sa sempre da che parte stare.

    Si capisce bene perché Casaleggio e Grillo non lo abbiano voluto sul palco alla kermesse di Imola, se mai sorprende come possano ancora tenersi uno così in rotta di collisione con la natura stessa del loro Movimento.

    Quanto ai miei colleghi di partito che insieme alla Lega hanno chiesto a viva voce alla Regione il reinserimento tra le opere strategiche della Ti-Bre autostradale sapendo benissimo che non ci sono soldi per completarla, nel caso malaugurato che venisse realizzato il primo lotto di 10 km fino a San Quirico, si assumeranno la responsabilità politica di avere contribuito alla realizzazione di un moncone autostradale inutile devastando uno degli ultimi lembi agricoli della cosiddetta Food Valley. Confido che Governo e Regione, contro i cui condivisibili orientamenti si sono opposti, sapranno dare il giusto peso a queste rivendicazioni locali che guardano al passato.

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