Parma, Politica nazionale

La verità sul debito del Comune di Parma

Comune ParmaI dati dell’Università smentiscono quanto raccontato da Pizzarotti

Con la presentazione in commissione consiliare del bilancio consolidato del Comune di Parma per gli anni 2012 e 2013 è finalmente venuta a galla la verità sulla riduzione del debito. Il bilancio consolidato, un documento contabile complesso elaborato dall’Università di Parma, considera congiuntamente il bilancio del Comune e quello delle principali società partecipate su cui il Comune ha un controllo diretto.

Dal raffronto tra gli anni 2012 e 2013 emerge che il debito complessivo del “gruppo Comune di Parma” è passato da 573 milioni di € a 528 con una riduzione di 45 milioni pari al 7,8%. Un – 7,8% dovuto quasi esclusivamente alla riduzione del debito verso fornitori del Comune reso possibile dalla creazione di appositi spazi finanziari da parte del governo. Niente quindi di strutturale che possa essere ricondotto ad un’azione specifica dell’amministrazione Pizzarotti.

La cifra del 40% sbandierata dal sindaco sui media nazionali e inserita con grande sprezzo della verità nella relazione di metà mandato era quindi una balla, come abbiamo sempre denunciato, costruita ad arte confrontando mele (l’elenco debiti di Ciclosi) con pere (il consolidato) e computando cose che non vanno certo a merito di questa amministrazione e che giustamente l’Università non ha considerato: la vendita, per non dire la svendita, di STU Pasubio, decisa dal commissario Ciclosi nell’ultimo giorno del suo mandato; il fallimento della SPIP che ne ha cancellato sì i debiti (più di 100 milioni di euro), ma anche il patrimonio, lasciando il Comune a rischio di rispondere in solido ai creditori. Un fallimento avvenuto nel 2013 di cui c’è solo da preoccuparsi, altro che vantarsi come fa il capogruppo 5 stelle Bosi.

Dagli Stati Uniti Pizzarotti predica ai nuovi sindaci 5 stelle di avere a cuore soprattutto l’onestà intellettuale. Mi permetto di suggerire a quei sindaci di non prenderlo ad esempio. Chi è onesto intellettualmente non racconta balle ai cittadini per cercare visibilità sul palcoscenico nazionale.

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