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Referendum e asili – L’ennesima sconfessione dei 5 stelle di Parma

Vignetta di Leo Ortolani per il comitato di genitori dell'asilo La Tartaruga
Vignetta di Leo Ortolani per il comitato dell’asilo La Tartaruga

La verità di Pizzarotti sulla riorganizzazione dei servizi educativi è come al solito una mistificazione della realtà. Al di là dei toni fuori luogo di un Sindaco che si prende per capo di governo (una riorganizzazione non è una “riforma” e non è un cambiamento nel Paese), la realtà dei numeri, quelli forniti dall’amministrazione comunale solo alcuni giorni fa, dice tutta un’altra cosa.

Con la “riorganizzazione”, che prevede chiusure di strutture, riduzioni di sezioni e cambiamenti di gestione, si perdono infatti 183 posti, quasi tutti nei nidi. La realtà dei numeri dice anche che i tagli pesano tutti sulle strutture gestite direttamente dal Comune. L’amministrazione comunale perde infatti la gestione di 102 posti nelle scuole per l’infanzia e 113 posti nei nidi, mentre il numero complessivo di posti gestiti dalle società partecipate Parma Infanzia e Parma 0-6 cresce di 32.

Non male per un’amministrazione che si era presentata agli elettori promettendo nel proprio programma il “massimo sostegno alla rete pubblica dei nidi e delle scuole per l’infanzia” e la “progressiva chiusura della partecipata Parma 0-6” (pp. 45-48). Si sa che la coerenza e il mantenimento delle promesse non sono il punto forte di Pizzarotti e dei 5 stelle nostrani, ma qui si fa l’esatto opposto di quello che si è promesso riducendo ed esternalizzando i posti gestiti direttamente dal Comune in continuità con le politiche avviate dalle precedenti amministrazioni, in particolare dall’ex-assessore Bernini.

E questo viene fatto in evidente spregio ad un altro principio cardine dei 5 stelle: dare la parola ai cittadini attraverso lo strumento del referendum. Un gruppo nutrito di genitori ha infatti depositato un referendum consultivo, il primo dell’era “senza quorum” inaugurata dagli stessi 5 stelle, per chiedere ai cittadini se sono d’accordo o meno sulla ulteriore esternalizzazione di strutture di nido e scuola dell’infanzia attualmente gestite dal Comune.

Pizzarotti, che sui referendum senza quorum ci ha costruito sopra una convention nazionale, a parole dice di accoglierlo, nei fatti lo uccide sul nascere impedendone lo svolgimento. Martedì la Giunta comunale porterà infatti in Consiglio una delibera (quella per il rinnovo del contratto di servizio di Parma Infanzia) che prevede l’esternalizzazione della scuola materna La Tartaruga, la più grande fra quelle gestite dal Comune. Se la delibera dovesse passare così com’è, il referendum non solo perderebbe valore ma non potrebbe nemmeno tenersi per interferenze con le procedure di gara. Con buona pace dell’ascolto e della partecipazione dei cittadini alle scelte dell’amministrazione comunale.

E’ ormai evidente che di 5 stelle qui non ne rimane più nemmeno una accesa.

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