Parma, Politica nazionale

Da “uno vale uno” a “io sono io e voi non siete un c.” La parabola democratica di Pizzarotti

 

Il Marchese del Grillo
Il Marchese del Grillo

Due anni e mezzo di mandato non sono stati sufficienti per instillare, in un Sindaco arrivato alla carica privo di qualsiasi rudimento di pubblica amministrazione, un minimo di cultura democratica e di rispetto istituzionale.

Nella ultima seduta del Consiglio, dove si discuteva la mozione di sfiducia all’assessore Rossi presentata dai gruppi di minoranza, Federico Pizzarotti, rivolgendosi ai consiglieri con la solita gratuita arroganza, ha annunciato che nessuno della Giunta, lui compreso, sarebbe rimasto ad ascoltare il dibattito perché qualsiasi cosa fosse stata detta, discussa o decisa in Aula, lui aveva già deciso e non ne avrebbe pertanto tenuto conto. Siamo così passati dal “uno vale uno” di Beppe Grillo al “io sono io e voi non contate nulla” del Marchese del Grillo. Questa l’idea di democrazia di Federico Pizzarotti.
Con le sue parole e lasciando i banchi della Giunta deliberatamente vuoti, il Sindaco ha offeso, prima ancora che i consiglieri presenti in Aula, tutti i cittadini che gli stessi consiglieri, democraticamente eletti, sono lì a rappresentare. Ma soprattutto ha fatto capire che nelle scelte dell’amministrazione i consiglieri di maggioranza non contano niente, assolutamente niente. Loro non sono lì a indirizzare e controllare l’operato del Sindaco e della Giunta, come vorrebbe il loro ruolo e mandato istituzionale. Sono in realtà mere pedine, pigiatori acritici di tasti, votatori chiamati a ratificare decisioni già prese, senza se e senza ma. Di quello che possono pensare o dire in Consiglio, per di più su una cosa cruciale come la gestione dei servizi sociali, al Sindaco non gliene importa niente.E i consiglieri 5 stelle, senza nemmeno rendersi conto dell’offesa di cui sono stati oggetto, acriticamente (salvo un’eccezione) hanno pigiato il tasto per votare contro alla sfiducia all’Assessore Rossi. D’altronde, avessero anche votato a favore delle sue dimissioni, Pizzarotti aveva già messo in chiaro che non ne avrebbe tenuto conto. Nemmeno si sono accorti che l’Assessore Rossi, con la marcia indietro sul servizio scolastico per i disabili, è già stata screditata dallo stesso Sindaco. Ma ciò che più conta, è stata sfiduciata dall’intera città.Questo scollegamento dal sentire della città da parte dei consiglieri 5 stelle si è reso palese in più di un intervento in cui si è arrivati addirittura ad affermare che la fiaccolata del 31 gennaio, alla quale hanno partecipato oltre 1500 persone, era stata una manifestazione promossa strumentalmente dai partiti!

Come gruppi di opposizione non possiamo che prendere atto della distanza sempre più grande che va aprendosi tra la città e i consiglieri di maggioranza, impermeabili a qualsiasi sollecitazione perché impegnati a difendere ad oltranza qualsiasi cosa faccia o non faccia il Sindaco e la sua Giunta.Prendiamo altresì atto della deriva autoritaria e del delirio di onnipotenza di cui è sempre più preda il Sindaco, probabilmente inebriato dalla ribalta nazionale. Ogni giorno che passa, invece di crescere ed imparare, di assumere un contegno consono al suo ruolo, si dimostra sempre meno adeguato a ricoprire la carica di primo cittadino, di garante e rappresentante della città tutta.
Su una cosa però Pizzarotti aveva ragione. Era una perdita di tempo chiedere le dimissioni della Rossi. È a lui che andavano direttamente rivolte.

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