• Screditare gli avversari – L’ultima arma degli intoccabili pizzarottiani

    by  • 11/12/2014 • Europa, Parma, Politica nazionale, Uncategorized

    intoccabileNon potendo rispondere nel merito a chi rende pubbliche le loro inadempienze amministrative e la completa sconfessione dei principi e del programma del MoVimento, i grillini di Parma, quelli di governo, ricorrono a una tecnica abusata della più vecchia e bassa politica: lo screditamento dell’avversario. I nuovi, i diversi, gli onesti quelli che promettevano di occuparsi solo di contenuti sono diventati degli intoccabili che non tollerano critiche, non riconoscono mai errori e responsabilità e in mancanza di argomenti gettano fango a chi osa fare il proprio mestiere di opposizione.

    Alcuni giorni fa come gruppo consiliare PD abbiamo denunciato il fatto che Pizzarotti, insieme ad un suo assessore e due collaboratori, dopo avere speso tempo ed energie in una “Federica” che aveva il solo fine di promuovere sé stesso, ha pensato bene di andare 5 giorni a Kagawa in Giappone, in una non meglio identificata sagra dell’Udon, con viaggio pagato dal Comune e senza che vi fosse alcun atto autorizzativo sia per la spese che per la trasferta all’estero.

    La risposta dei suoi pasdaran non si è fatta attendere. L’assessore Folli, invece di rivendicare la correttezza della spesa e la legittimità del viaggio in Giappone del sindaco, ha pubblicato sulla sua pagina fb questo post accusandomi di non essere trasparente e di militare in sostanza in un partito di corrotti.

    Folli

    Il fine e la logica implicita sono evidenti e un po’ tristi, visti i presupposti di diversità e purezza con cui si era presentato il grillismo. Voi non ci potete criticare perché siete peggio. E quindi facciamo quel che ci pare senza dovere spiegazioni o risposte. Ma questa logica, sempre che sia fondata, è già un’ammissione di correità. Il peccato di un altro non lava il proprio. Soprattutto se ci si è professati senza peccato. Folli e i grillini di governo di questo non paiono nemmeno accorgersene.

    Ma torniamo al merito delle accuse del post e vediamo se c’è e quanto è grande questo peccato di trasparenza che mi impedirebbe di criticare loro, gli intoccabili, sul medesimo tema. Folli confonde volutamente le acque lasciando intendere che la non pubblicazione sul mio sito del rendiconto delle spese elettorali nasconda qualcosa e sia da mettere sullo stesso piano della trasparenza e legittimità amministrativa che deve essere garantita da chi ricopre incarichi di amministrazione e usa risorse pubbliche, ad esempio, per fare un viaggio in Giappone.

    Omette di dire che la rendicontazione delle spese elettorali non è questione lasciata alla buona volontà del candidato, ma è obbligatoria per legge e deve essere sottoscritta e inviata entro precisi termini al Collegio di garanzia elettorale che nella fattispecie è la Corte di Appello del Tribunale di Venezia. Il rendiconto delle mie spese elettorali è stato depositato dal mandatario responsabile a metà agosto e lo trovate qui.

    Sono rendicontate spese per 11.750,00 euro di cui 8.500,00 autofinanziate con miei risparmi. A queste si aggiungono spese varie che ho pagato all’occorrenza di tasca mia nel corso della campagna: pedaggi autostradali, benzina, telefono, un’emorragia costante che ha cubato alcune migliaia di euro. Non viene poi conteggiato tutto il lavoro prestato a titolo gratuito dai tanti che mi hanno aiutato e che non potrò mai ringraziare abbastanza.

    La pubblicazione del rendiconto sul proprio sito è un atto facoltativo che nulla ha a che vedere con la trasparenza di legge. Se non l’ho fatto prima, e me ne scuso con chi lo attendeva, è perché al rientro dalle ferie ai primi di settembre non credevo potesse più interessare il rendiconto di una campagna elettorale ormai archiviata, costatami un discreto bagno di sangue e per di più non andata a buon fine. Da allora mi sono concentrato solo sul mio ruolo di capogruppo e sul lavoro di opposizione in consiglio comunale. Cosa che evidentemente infastidisce assai chi ormai si ritiene intoccabile e al di sopra di qualsiasi critica.

     

    P.S.: la pagina “trasparenza” è saltata come tutto il sito il 20 novembre a causa di un aggiornamento di WordPress che ha prodotto un simpatico fenomeno chiamato “Blank page of death”. In pratica al posto del sito c’era una schermata bianca. Dopo un paio di giorni di ansia in cui pensavo di avere perso tutto, il sito è stato ripristinato nella sua configurazione base da chi me lo gestisce, non essendo io uno smanettone. Sto provvedendo man mano che trovo il tempo a ripristinare pagine e funzioni

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