• Un PD diverso per una nuova Regione

    by  • 26/09/2014 • Emilia Romagna, Politica nazionale, Sostenibilità e Green Economy

    banner ritagliato 2C’è un PD diverso.

    Un PD fatto di persone che non fanno politica di professione.
    Persone libere, autonome, con spirito critico, che non si omologano alle correnti o consorterie del momento. Che non sgomitano per le poltrone cercando accordi e garanzie sottobanco, ma che scendono in campo in modo trasparente, diretto, mettendosi in gioco, senza tatticismi e senza rete. Per spirito di servizio, convinte che la Politica non sia un mezzo per fare carriera personale, ma lo strumento indispensabile per rinnovare la società nell’interesse di tutti. E che si debba essere coerenti con le proprie idee, non con la conservazione del potere.

    Persone che credono davvero in un modello di sviluppo economico e sociale diverso, fondato sulla sostenibilità locale e globale, su una economia circolare che non spreca risorse, sulla transizione energetica alle energie rinnovabili, sulla rivoluzione digitale. Che pensano che le grandi opere del futuro non siano nuove autostrade ma la rigenerazione urbana, il riassetto idrogeologico, lo sviluppo delle reti ferroviarie metropolitane, l’infrastrutturazione tecnologica. Che vedono nel territorio agricolo un valore da tutelare non una risorsa da monetizzare e consumare.

    Persone che riconoscono l’autonomia dei territori, che fanno dell’ascolto, del coinvolgimento, della partecipazione a tutti i livelli il metodo di governo. Che credono che le scelte migliori sono quelle fatte al livello più vicino ai cittadini, non quelle dirigistiche calate dall’alto. Che reputano la conoscenza dei fabbisogni e delle alternative la base prima e indispensabile per prendere qualsiasi decisione. E la trasparenza dei processi decisionali un principio da cui non si può derogare.

    Persone che credono che spetti al pubblico governare e controllare i pubblici servizi, perché appunto pubblici, gestendoli direttamente laddove non c’è rilevanza economica o possibilità di concorrenza, o indirettamente, attraverso operatori privati regolati da autorità di controllo autonome e competenti. Che credono nel partenariato pubblico-privato quando questo porta vantaggio alla collettività e non è il pubblico a fare da garante dei rischi di impresa. Che ritengono che i Comuni non debbano avere società quotate in borsa e che la politica non debba occuparsi di affari.

    Persone che sono convinte che le Regioni non possano più essere centri di potere e di mera elargizione di risorse, ma debbano invece dimagrire e sburocratizzarsi per tornare a fare il proprio mestiere, quello di regolare e programmare con una visione strategica che tenga conto delle dinamiche mondiali e di un forte ancoraggio alle politiche e alla dimensione europea.

    Roberto Balzani è queste persone, questo PD diverso che è anche l’unico possibile nel futuro. È per questo che lo voterò domenica 28 settembre nelle primarie del centro sinistra per la presidenza della Regione Emilia Romagna. Ed è per questo che vi invito a votarlo.

    Le info su dove e come votare le trovate nel sito il Presidente lo scegli tu.

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