• Avanti verso un nuovo modello di sviluppo, porterà lavoro e una ripresa sostenibile

    by  • 20/05/2014 • Europa

    ecodem

    Pubblico con piacere un documento a sostegno della mia candidatura alle europee del 25 maggio scritto da Alessandro Bratti, Coordinatore nazionale dei Parlamentari Ecodem, e Stefano Mazzetti, Portavoce regionale Ecodem

    Le elezioni europee imminenti costituiscono un appuntamento di importanza epocale. Fra i tanti motivi vi è il tema fondamentale della gestione delle istituzioni europee in una fase che ci piace definire di transizione verso un nuovo modello di sviluppo. Uno sviluppo differente da quello che per molti decenni l’Europa e il mondo occidentale ha conosciuto basato su un uso intensivo delle risorse. Ci si trova di fronte a una sfida duplice: favorire la crescita necessaria per creare occupazione e benessere per i cittadini e nel contempo garantire che sia di qualità tale da assicurare un futuro sostenibile. Per affrontare queste difficoltà e trasformarle in opportunità, la nostra economia dovrà subire una trasformazione profonda nell’arco di una generazione nei settori dell’energia, dell’industria, dell’agricoltura, della pesca e dei trasporti, ma anche nel comportamento di produttori e consumatori. Solo preparandoci tempestivamente a tale trasformazione e in modo adeguato potremo accrescere ulteriormente la nostra prosperità e il nostro benessere, riducendo nel contempo i livelli di utilizzo delle risorse e il relativo impatto.Il nostro sistema economico continua ad incoraggiare un uso inefficiente delle risorse attribuendo ad alcune di queste prezzi inferiori al loro costo effettivo. Il World Business Council for Sustainable Development ritiene che entro il 2050 occorrerà moltiplicare l’efficienza delle risorse da 4 a 10 volte, con miglioramenti importanti che dovranno essere conseguiti già entro il 2020. Alcune imprese dinamiche si sono rese conto dei vantaggi di un utilizzo più produttivo delle risorse, ma molte aziende e molti consumatori non hanno ancora acquisito la consapevolezza dell’ampiezza e dell’urgenza dei cambiamenti necessari. Promuovere l’uso efficiente delle risorse ha solide motivazioni di ordine economico e dovrebbe contribuire a migliorare la competitività e la redditività delle imprese, per questo è parte integrante della strategia dell’UE per la competitività a livello mondiale. Inoltre, contribuisce ad assicurare una ripresa sostenibile dalla crisi economica e può favorire la creazione di posti di lavoro. La revisione della Strategia Europa 2020, che si aprirà nel secondo semestre del 2014, rappresenta quindi un’ulteriore opportunità per accelerare il percorso verso il cambiamento.

    Già oggi la Commissione Europea ci spinge a decisioni drastiche. Ad esempio, entro il 2050 dovremo ridurre di oltre l’80% le emissioni di anidride carbonica rispetto al 1990, passando attraverso impegnativi target intermedi, e cioè una riduzione di emissioni del 20% al 2020 e del 40% al 2030. Si tratta, com’è evidente, della terza, o forse quarta rivoluzione industriale, ma una rivoluzione del tutto “speciale” perché interesserà non solo le produzioni, ma, necessariamente, anche i servizi e i consumi.L’imminente semestre di presidenza del Consiglio Europeo da parte dell’Italia può rappresentare l’occasione per svolgere un ruolo trainante nel porre al centro delle politiche dell’Unione un modello di crescita che consideri il superamento della logica dello sfruttamento delle risorse non rinnovabili e che sia quindi fondato sulla green economy. Un modello che guardi alle politiche ambientali, non come un insieme di vincoli sterili, ma come misure che contribuiscono, al pari di altre, al raggiungimento degli obiettivi prioritari di oggi: crescita, occupazione e competitività. L’Italia in un contesto europeo del genere ha tutte le condizioni per essere leader di questo processo proprio per le sue caratteristiche: il patrimonio culturale e naturale, l’agricoltura di qualità, le energie rinnovabili, il settore del recupero e del riciclo dei beni, le tecnologie innovative (il settore della chimica verde). E’ una sfida importante e il risultato finale non sarà indifferente a seconda di chi vincerà le elezioni europee. Solo con un’Unione Europea più forte, con meno burocrazia e meno vincoli, l’Italia può avere la possibilità di ritornare a crescere in tempi rapidi, qualsiasi altra ricetta basata su “un nazionalismo” conservatore ci collocherebbe ai margini della storia. Noi come Ecologisti democratici dell’Emilia-Romagna sosteniamo quei candidati della nostra regione che sosterranno questa linea. Quei candidati che hanno nel loro percorso professionale e politico sostenuto la necessità di cambiare un modello di sviluppo basato sul consumo delle risorse naturali.

    Tanti sono i candidati autorevoli proposti dal Partito Democratico ma Nicola Dall’Olionostro iscritto, ha le caratteristiche per svolgere un ruolo importante all’interno del Parlamento Europeo. Per questo ti chiediamo di sostenerlo con il tuo voto.

    Alessandro Bratti e Stefano Mazzetti 

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