Ambiente e Rifiuti

L’Italia divorata dal cemento, il rapporto di Legambiente

presidio san lazzaro

L’hashtag della campagna di Legambiente è #Stopalconsumodisuolo. Facciamolo circolare e diciamo la nostra con quanta più forza possibile. Anche perché i dati che Legambiente ha presentato a Roma sulla cementificazione nel nostro Paese sono impressionanti: in tre anni l’Italia ha perso 720 chilometri quadrati di suolo. In pratica in un lasso di tempo brevissimo sono state costruite nuove Milano, Firenze, Bologna, Napoli e Palermo.

Perdiamo 8 chilometri quadrati al secondo

Secondo l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) tra il 2009 e il 2011 (anni di crisi piena) abbiamo perso irrimediabilmente il 7,3% del territorio nazionale, con conseguenti danni all’equilibrio idrogeologico e al clima che, oramai è chiaro a tutti, risentono di questi interventi sconsiderati.

Tra tanti guai forse il peggiore che Legambiente segnala nel suo rapporto è che questa esplosione di cemento non ha neppure portato sollievo al problema delle 650 mila famiglie che in Italia vivono l’emergenza casa. Oltre che paradossale credo che questo dato debba farci riflettere.

Immesse in atmosfera 21 milioni di tonnellate di CO2

Questa attività edilizia a velocità folle ha prodotto l’immissione in atmosfera di 21 milioni di tonnellate di CO2 per un costo stimato di 130 milioni di euro. E sempre l’Ispra dice uno dei problemi è dato dalla costruzione di infrastrutture che ricoprono quasi l’80% del territorio artificiale, nelle seguenti proporzioni: strade asfaltate e ferrovie al 28%, strade sterrate e infrastrutture di trasporto secondarie al 19%, parcheggi, piazzali e aree di cantiere al 14%. gli edifici sono al 30%.

In Emilia-Romagna nel 2012 si è costruito più della media nazionale

Legambiente segnala che in Emilia-Romagna, perlomeno per ciò che riguarda il 2012, non si è viaggiato in controtendenza, anzi. Sono stati cementificati 1.902 chilometri quadrati (8,6%, più della media nazionale). Il rapporto di Legambiente segnala anche un numero impressionante di permessi per costruire concessi in regione tra il 1995 e il 2011: se in Italia i valori medi per abitante sono pari a 71,6 milioni di metri cubi, in Emilia-Romagna si registra il dato di 113,3 procapite. Ieri sono stato a Sassuolo dove il problema della cementificazione e la necessità di un recupero delle aree dei vecchi insediamenti industriali oggi dismessi sono una evidenza anche per i più distratti. Di froEuropante all’immensità del problema è più che naturale essere presi dallo sconforto. Ma dobbiamo pensare in termini diversi. Il ripristino e la riconversione in altri Paesi sono una realtà che peraltro ha portato lavoro in edilizia, settore oggi in crisi in Italia.

Non possiamo pensare però di fare tutto da soli. Per fermare il consumo di suolo, ripristinare o riconvertire abbiamo bisogno dell’Europa. Solo l’Europa infatti può garantirci un’azione comune e globale capace di portare risultati in tempi certi. Da soli siamo deboli.

Commenti

commenti