Europa

L’UE deve introdurre il reato di associazione mafiosa e creare una procura europea

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Claudio Scajola, Amedeo Matacena, Chiara Rizzo. Delle vicende legate alle inchieste che vedono protagonisti l’ex ministro di Berlusconi, l’ex deputato del Pdl (ed armatore siciliano, latitante) e la moglie di quest’ultimo arrestata poche ore fa a Nizza dalla Dia si stanno occupando tutti i media italiani. A me interessa avvicinare un argomento vicino a questi fatti di cronaca giudiziaria eclatanti. Mi riferisco alla lotta alla criminalità organizzata di stampo mafioso, che non ha ancora né un coordinamento europeo né una specifica legislazione UE. Si tratta di limiti che lo stesso arresto della signora Matacena rende evidenti, perché secondo Il Corriere della Sera per ottenere che la donna rientri in Italia ci sarà bisogno di avviare pratiche di estradizione che quando anche non fossero lunghe e complesse (come quelle che sono state avviate con il Libano per Marcello Dell’Utri) hanno sapore antiquato nell’Europa priva di frontiere in cui viviamo.

L’Europa ha frenato sulla creazione di una procura europea che si occupi di reati federali legati alla macrocriminalità. Eppure la superprocura era stata prevista già nel 2007 dal Trattato di Lisbona che ne fa menzione nell’articolo 86. E l’Europa non ha fatto quanto avrebbe dovuto e potuto per omologare i codici penali a partire con l’introduzione del reato di associazione mafiosa che nella UE oggi non esiste. Noi italiani sappiamo per triste esperienza personale quanto sia fondamentale disporre degli strumenti idonei per colpire la criminalità organizzata. Sappiamo inoltre che la nostra legislazione antimafia, la migliore del mondo, è il frutto del lavoro sul campo di magistrati che hanno pagato a caro prezzo il loro impegno.

La mafia è un problema europeo
La nostra legislazione deve essere adottata anche a livello europeo perché la mafia non è più un problema solo italiano. Per questa ragione rispondo all’appello che il magistrato antimafia Nicola Gratteri ha lanciato meno di un mese fa di fronte alla Commissione Antimafia. Dobbiamo sfruttare il semestre di presidenza italiana per dare all’Europa una legislazione adeguata. Solo così riusciremo a combattere le mafie ovunque abbiano messo radici, solo così la lotta risulterà efficace. Perchè oggi in Europa ci sono centinaia di latitanti che riciclano denaro e commerciano in droga rischiando pochissimo per l’assenza nelle legisazioni dei Paesi che li ospitano del reato di associazione mafiosa. Bisogna introdurre il sequestro dei beni provento di mafia e il ritardato arresto, così come chiesto da Gratteri. Ed è necessario servirsi su larga scala dello strumento delle intercettazioni, che in molti Stati europei è fortemente limitato per ragioni di garanzia che nel caso della lotta alla mafia non debbono trovare più spazio.

Serve un’Europa Federale
Il passaggio essenziale, come al solito, è politico. Abbiamo bisogno di fare passi avanti nel processo di unificazione e che si arrivi agli Stati Uniti d’Europa. Solo un’Europa davvero federale potrà affrontare con la necessaria decisione questi problemi, lasciare pochi spazi di manovra alle mafie e combattere con gli strumenti idonei la battaglia contro la criminalità organizzata.

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