Ambiente e Rifiuti, Parma

Rifiuti: ridurre il numero degli inceneritori in regione entro il 2020

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Sul tema dei rifiuti, così come del contrasto all’inquinamento atmosferico, bisogna pensare e agire almeno a scala di bacino padano o al minimo regionale: questo è l’ambito che si propone il nuovo piano di gestione dei rifiuti. È in questo contesto che bisogna muoversi programmando la progressiva chiusura delle discariche e il progressivo spegnimento degli inceneritori, a partire da quelli più obsoleti e già ammortizzati, in funzione di obiettivi stringenti ed elevati di riduzione dei rifiuti, di raccolta differenziata spinta e di riuso e riutilizzo dei materiali. Ho sempre sostenuto questi obiettivi e la necessità di queste politiche,  fin dalle primarie del 2011-2012, quando proponevamo di raggiungere a Parma l’80% nella raccolta differenziata riducendo del 50% la produzione pro-capite di rifiuti attraverso l’estensione capillare del porta a porta. L’obiettivo di medio periodo era ed è ancora oggi quello di ‘togliere da mangiare all’inceneritore’ per portarlo infine allo spegnimento. Per questo ho presentato in Consiglio comunale la mozione per l’adesione al progetto di legge di iniziativa popolare sui rifiuti che è attualmente in discussione in Regione (luglio 2012) e la mozione per la gestione diretta del servizio di raccolta in forma separata dallo smaltimento (marzo 2013). Sono gli stessi principi che sostanziano il documento di osservazione al Piano regionale dei rifiuti redatto dall’amico Alberto Bellini, assessore all’ambiente del Comune di Forlì (PD), che punta entro il 2020 a ridurre il numero di inceneritori in Emilia Romagna da 8 a massimo 3 (ma sarebbe meglio 2), attraverso un recupero da differenziata del 70% e il trattamento dell’indifferenziato con impianti di trattamento meccanico biologico (TMB). Se per un inceneritore nuovo che apre se ne spengono nel giro di alcuni anni 5 di vecchia generazione è del tutto evidente che il bilancio in scala regionale non potrà che essere positivo e che si sta dando concretamente corpo alla fuoriuscita dall’era dell’incenerimento. Una posizione che oggi viene compresa persino dagli amministratori 5 Stelle di Parma, che come tutti sanno erano convinti di poter spegnere l’inceneritore e creare in città una nuova Vedelago. A distanza di due anni e mezzo da una campagna elettorale all’insegna del poco equilibrio, Vedelago ha chiuso e i 5 Stelle hanno depositato in consiglio comunale un ordine del giorno che sposa il documento di Bellini.
Meglio tardi che mai.

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