Europa

Tobin Tax, finalmente in Europa una tassa sulle transazioni finanziarie

Robin Hood tax campaigners outside the Treasury

L’accordo sulla Tobin Tax raggiunto ieri tra gli undici Paesi della cooperazione rafforzata è un deciso passo avanti verso la necessaria tassazione delle transazioni finanziarie e verso un’Europa più autonoma in termini di bilancio. Italia, Germania e Francia (gli altri Stati sono: Belgio, Estonia, Grecia, Spagna, Austria, Portogallo, Slovenia e Slovacchia) si sono impegnate ad adottare misure fiscali non oltre il 1 gennaio del 2016, ma il nostro ministro delle Finanze Pier Carlo Padoan si è detto ottimista e prevede che possano arrivare risultati concreti già entro il 2014.

Dal 1972 a oggi, la lunga storia di una tassa giusta

La Tobin Tax ha una lunga storia alle spalle. Il suo ideatore, il premio Nobel per l’economia James Tobin, propose di tassare le transazioni sui mercati valutari già nel 1972. Lo scopo era quello di stabilizzare i mercati e dare alla comunità internazionale fondi da entrate proprie da destinare a progetti di grande respiro (come il piano per debellare la povertà estrema). Nel 1984 la Svezia applicò la tassa ma non riuscì a introitare che in misura del 25% il gettito previsto. La tassa fu poi cancellata nel 1992. L’esperienza svedese viene citata da molti per sostenere l’inefficacia della Tobin Tax, ma si tratta di un giudizio poco affidabile in considerazione del fatto che per lo stesso ideatore la tassa non avrebbe prodotto effetti soddisfacenti se non fosse stata applicata dalla generalità degli Stati.

La prima pietra della nuova Europa

Credo che l’adozione della Tobin Tax vada salutato con favore. Il Movimento Federalista Europeo ha inserito la tassazione sulle transazioni finanziarie nel piano di rilancio per una crescita sostenibile, il New Deal for Europe. Si può dire quindi che un primo tassello della nuova Europa sia stato posizionato prima della nuova decisiva legislatura. È importante però che tutti diamo il nostro contributo alla costruzione della nuova Europa.

Non si colpiscono i titolari dei titoli di Stato

La tassa riguarderà le transazioni su azioni e titoli derivati, ma non i titoli di Stato.

Il progetto prevede un’imposta minima comune agli Stati dello 0,1% sulle transazioni relative a tutti gli strumenti finanziari, mentre per ciò che riguarda i derivati la tassa prevista sarà dello 0,01%.

Si è calcolato che la Tobin Tax porterà un gettito di circa 35 miliardi di euro l’anno. Quello che conta è anche il segnale che si dà ai cittadini. La crisi esplosa nel 2008 ha infatti pesato sulle spalle di chi è più debole e il ricorso all’austerità ha aggravato questa situazione. Con la Tobin Tax si dice chiaramente che i mercati finanziari dovranno sostenere una parte dei costi della crisi e dare il proprio contributo per il rilancio della crescita e dell’occupazione.

È questa l’Europa che serve.

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