Europa

Quanto costa un parlamentare europeo. Meno di ciò che si pensa

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Secondo una ricerca condotta dal quotidiano La Stampa gli italiani che hanno fiducia nel Parlamento europeo sono circa il 42,1% del totale degli intervistati. Uno dei limiti dell’Europa e delle sue istituzioni è certamente quello di non aver saputo comunicare efficacemente il proprio buon funzionamento. Sarebbe interessante sapere, infatti, quanti degli italiani che hanno partecipato al sondaggio sono convinti che agli eurodeputati tocchi uno stipendio in doppia cifra. Io suppongo siano tanti anche gli italiani che credono che lo stipendio degli eurodeputati vari a seconda del Paese di provenienza degli eletti, sulla scorta di una vecchia inchiesta giornalistica che appurò come lo stipendio dei deputati italiani fosse molto più elevato di quello degli altri.

In realtà, a partire dall’ultima legislatura (e precisamente dal 1 luglio del 2009) è entrato in vigore un nuovo Statuto parlamentare che ha ridefinito le regole a favore di una maggiore trasparenza e di una uguaglianza di trattamento per tutti i parlamentari. I deputati europei non ricevono più il trattamento dei parlamentari nazionali, di conseguenza non esistono più le sproporzioni del passato. Il nuovo Statuto stabilisce che lo stipendio corrisponde al 38,5% di quanto percepisce un giudice della Corte di Giustizia Europea: 7.956,87 Euro al lordo delle imposte (un’imposta comunitaria e a un contributo per l’assicurazione antinfortunistica), ovvero 6.200,72 Euro netti.

Esistono delle eccezioni, ma fanno riferimento ai parlamentari europei eletti prima della tornata elettorale del 2009. Questi deputati hanno potuto conservare, mediante esercizio di un diritto di opzione, gli emolumenti previsti dal regime precedente.

Esiste una indennità per le spese generali che ammonta a 4.299 Euro, ma il nuovo statuto ha introdotto una norma che prevede il dimezzamento dell’indennità nel caso in cui il deputato europeo non partecipi almeno alla metà delle sedute plenarie previste nell’anno parlamentare.

Per ciò che riguarda le pensioni, lo Statuto prevede che il diritto al percepimento scatta al compimento del 63° anno d’età e che l’ammontare della pensione verrà calcolato sul 3,5% dell’indennità percepita per ogni anno compiuto nell’esercizio del mandato. Lo statuto fissa anche un tetto massimo del 70% dell’indennità nel definire l’ammontare della pensione da eurodeputato. I costi sono ovviamente a carico del Parlamento e non degli Stati nazionali.

Sono stati archiviati definitivamente anche i rimborsi a forfait per le spese di viaggio. Tutte le spese per gli spostamenti dovranno essere rimborsate solo a fronte della presentazione di pezze giustificative.

Ai parlamentari europei è riconosciuta la possibilità di servirsi di assistenti nell’esercizio delle loro funzioni, ma rispetto al passato non è più possibile assumere parenti per questi ruoli. Comunque il Parlamento europeo gestisce attraverso appositi uffici questi rapporti di lavoro, per garantire agli assistenti adeguate condizioni fiscali e previdenziali e per sottrarre alla disponibilità diretta del parlamentare le somme messe a disposizione per la creazione di un ufficio di supporto.

Come si può vedere l’Europa funziona e le chiacchiere stanno a zero. Ma questo gli italiani lo hanno capito. L’indagine de La Stampa ha registrato infatti una netta preferenza per le istituzioni di Bruxelles rispetto a quelle di Roma. Questo è uno spread che non siamo ancora riusciti a recuperare.

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