Parma

Pizzarotti dà i numeri sul debito. Tanto verificare è impossibile

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Pizzarotti è ormai diventato un campione della smentita, roba da fare impallidire Berlusconi. L’ultima riguarda il titolo di un’intervista di Repubblica che, a suo dire, gli è stata estorta approfittando della sua gentilezza e della sua ingenuità di Sindaco interessato solo ai problemi dei cittadini. Una bella favoletta preparata a tavolino con uscita programmata in giorno festivo per dare risposta all’attacco pasquale di Casaleggio. Lui ha sì parlato con il giornalista, ma non ha detto le cose del titolo (trovato accordo con le banche per le partecipate) e soprattutto non ha mai dato l’esclusiva. 

Peccato però che Pizzarotti non smentisca il contenuto dell’articolo, l’ennesimo monologo senza reale contraddittorio di merito in cui sparare numeri e affermazioni del tutto slegati dalla realtà. Il programma di 400 punti di cui si parla nell’articolo nessuno lo ha mai visto: le linee programmatiche di mandato, scaricabili dal sito del Comune, colpiscono per genericità e inconsistenza. Quei pochi impegni verificabili, come lo stop all’inceneritore o la reinternalizzazione dei servizi all’infanzia, non sono stati rispettati. Il pagamento del debito verso i fornitori, di cui Pizzarotti si vanta, è in gran parte merito del governo che sbloccò le risorse necessarie dal patto di stabilità.

Ma il culmine Pizzarotti lo raggiunge con le cifre sul debito, cifre che cambiano a piacimento ad ogni intervista-monologo. Come nei migliori racconti dei pescatori, ad ogni intervista che passa il pesce è sempre più grosso. Oggi apprendiamo che il debito si è ridotto di 350 milioni di Euro. Ma domani, alla prossima intervista estorta approfittando della sua ingenuità, potrebbero essere anche 400 o 450. Tanto documenti per verificare la validità delle cifre non ce ne sono. In due anni di amministrazione non è ancora stato prodotto il bilancio consolidato del Comune e delle sue partecipate, un documento basilare che era stato promesso per inizio 2013. I bilanci e i piani industriali delle società partecipate si sono persi nelle nebbie. Nessuno, a parte forse il Sindaco e le banche con cui ha trovato l’accordo, sa in che condizioni si trovino, se stanno per fallire o meno. L’unica cosa certa è che la ‘riduzione’ del debito registrata fino ad oggi è da attribuire in massima parte al fallimento per più di 100 milioni di euro della SPIP, la società che gestiva aree produttive e artigianali, e alla svendita della Società di Trasformazione Urbana del quartiere Pasubio (debito stimato: 86 milioni), intervento di riqualificazione rimasto incompiuto per cui si è ancora alla ricerca di soluzioni.

Piuttosto che raccontare la frottola dell’intervista estorta, Pizzarotti avrebbe fatto meglio a smentire quanto di non vero in quell’intervista ha dichiarato. L’impressione è che il finto ingenuo Pizzarotti abbia imparato in fretta i trucchi del mestiere del politico navigato, per stare sempre sui giornali e coprire il vuoto del suo operato. Una cosa degna del miglior Berlusconi. Chissà che ne pensa Grillo.

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