Europa

L’Europa nasce dalla Resistenza e dal sogno di due confinati

Spinelli

Nel giugno del 1941 i giornali di tutto il mondo riportavano le vittorie della Germania nazista. La Francia era saldamente occupata da un anno. L’Inghilterra viveva sotto assedio. Nei primi giorni del mese Creta era stata occupata dai paracadutisti tedeschi con un attacco dall’aria che nessun esercito aveva mai tentato prima. Venti giorni dopo sarebbe partita l’operazione Barbarossa con l’invasione dell’Unione Sovietica. L’urto delle armate di Hitler sembrava inarrestabile e resistere appariva inutile. Stalingrado era ancora lontana e la stessa idea di una riscossa sembrava remota e folle.

In questo contesto storico e soprattutto in questo clima, Altiero Spinelli e Ernesto Rossi cominciano a lavorare alla prima stesura del Manifesto di Ventotene: il documento fondativo dell’Europa unita. Spinelli e Rossi sono due antifascisti al confino. Hanno 36 e 44 anni. Gran parte della loro giovinezza l’hanno consumata in carcere in qualità di nemici dello Stato. Il loro presente è grigio, il quotidiano umiliante e avvilente, il futuro ostile. Eppure dalla sperduta isola di Ventotene riescono a guardare lontano. Mi emoziona pensare a quei giorni, alle circostanze terribili in cui è nata l’idea stessa di un’Europa libera, unita, prospera e pacificata. Pochi giorni fa Daniel Cohn Bendit, un grande deputato europeo, ha pronunciato il suo ultimo discorso di fronte al Parlamento. Parole semplici e toccanti. «Sono nato nel 1945 e sono stato concepito mentre gli alleati sbarcavano in Normandia – ha detto -. Se da bambino avessi raccontato ai miei genitori quella che sarebbe diventata l’Europa, mi avrebbero preso per matto».

Eppure l’Europa esiste ed è un miracolo fatto da uomini che avevano intorno macerie, morti, sofferenze, violenza. Mi riempie d’orgoglio il contributo che l’Italia ha saputo dare ad un progetto così alto. Ricordare questa storia tra le mille della nostra Resistenza mi sembra di buon auspicio per il futuro nel giorno in cui si celebra la Liberazione. Perché è una storia che parla di speranza che fiorisce nella disperazione. Ci racconta di uomini che non hanno coltivato sentimenti di vendetta ma hanno lavorato per costruire un presente migliore per tutti quelli che sarebbero venuti dopo di loro. Noi.

http://www.altierospinelli.org/manifesto/it/manifestoit_it.html

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