Europa

25 centesimi al mese per qualcosa che funziona

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Con soli tre euro all’anno a testa garantiamo l’esistenza e il funzionamento di una delle più grandi assemblee democratiche del mondo: il Parlamento europeo. Non è il solo esempio dell’Europa che serve e che funziona ma forse è quello più significativo perché l’assemblea ha svolto e svolge un ruolo decisivo per tutti noi. Ponendosi molto spesso su posizioni di avanguardia rispetto a temi che gli Stati nazionali non affrontano con decisione o ignorano del tutto. Un esempio è il Manifesto del 2012 per un’Europa efficiente nell’uso delle risorse, che getta le basi del rilancio economico su un cambiamento radicale del modello di sviluppo attuale.

Avete mai sentito parlare di economia circolare? Non certamente nel dibattito politico italiano. Si tratta di un progetto molto ambizioso che intende, tra le altre cose, riprogettare i beni di consumo per garantirne la riciclabilità, il riuso, la riparazione. In nome della sostenibilità e della crescita. Quella che sembra fantascienza da noi, in Europa è invece dibattito serio, documentato e propositivo. In Parlamento siedono 766 deputati che rappresentano 500 milioni di cittadini europei. L’attività è svolta nell’ambito di commissioni specializzate ed è incentrata su temi di interesse generale e sovranazionale. Non si potrebbe spiegare altrimenti come sia stato possibile che un testo legislativo più volte stoppato in Consiglio europeo sia giunto ad approvazione a maggioranza larghissima in Parlamento, con il voto favorevole di deputati degli stessi Stati che lo avevano osteggiato. Mi riferisco al testo del “Made in” che prevede l’obbligo di etichettatura dei prodotti manufatturieri realizzati in Europa o al di fuori di essa. Una prova di caparbietà e maturità dei parlamentari che, lo dico con un linguaggio giovane, hanno dimostrato di essere “più avanti” degli Stati che siedono in Consiglio. E quanto ci costa un Parlamento così efficiente nel perseguire i nostri interessi? 1,7 miliardi di euro (secondo il bilancio 2014), che sono i tre euro a testa di cui sopra o, se vi piace di più, 25 centesimi al mese a testa. Soldi che servono a coprire le spese di personale per il 35%, di amministrazione e d’informazione per il 21%, per gli edifici l’11%, per i gruppi il 6% e per i deputati il 27%.

Le prossime europee del 25 maggio sono importanti perché, per la prima volta, il presidente della Commissione sarà espressione della maggioranza politica che uscirà delle urne e non degli Stati membri. Il cosiddetto deficit democratico dell’Europa si va riducendo. E molto anche.

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