Ambiente e Rifiuti, Emilia Romagna

Sul Piano Regionale dei Rifiuti la Freda non faccia la martire

In questi giorni c’è stata molta polemica sul Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti. L’ex assessore Idv Sabrina Freda, il peggiore assessore all’ambiente mai avuto in Regione – basta verificare cosa ne è stato del sistema dei parchi e delle riserve naturali o del consumo di suolo, tema su cui non si è mai spesa – si scaglia contro il Piano e si atteggia da martire sacrificata da Errani sull’altare degli interessi delle multiutility.

L’ex assessore dimentica però di dire che il Piano adottato dalla Regione (ora in fase di osservazioni prima dell’approvazione da parte del Consiglio regionale) ricalca nei contenuti e nelle linee di indirizzo, e per certi versi migliora, il documento preliminare da lei promosso ed approvato nel 2013. Soprattutto la Freda dimentica di dire che quel documento preliminare è stato seguito e redatto dal fido ingegnere Cannariato, dipendente di Iren Ambiente in quota Idv, da lei chiamato in Regione come dirigente ed ora, dopo la decadenza dell’assessore, rientrato nei ranghi della multiutility.

E così l’assessore, dopo essere stata scaricata per la sua incompetenza ed incapacità a relazionarsi con chiunque, dalle associazioni ambientaliste fino ai colleghi di giunta, diventa la paladina dei 5 stelle nella crociata contro il Piano dei rifiuti, bollato come il piano di Hera e di Iren. Bisogna dire che il becco di ferro proprio non le manca, in questo del tutto simile all’amministrazione Pizzarotti, che va a braccetto con il presidente di Iren, dopo avere celebrato il requiem della multiutility con il capo epuratore Beppe Grillo.

Il Piano Regionale dei Rifiuti ha sicuramente dei limiti e molte amministrazioni comunali a guida PD, a cominciare da Forlì, sono impegnate in prima fila per migliorarlo introducendo obiettivi più ambiziosi e stringenti per il recupero delle frazioni riciclabili e per la riduzione degli impianti di incenerimento. Il Presidente Errani ha poi le sue responsabilità: la principale, quella di avere nominato a suo tempo la Freda e di non averla in seguito sostituita con un nuovo assessore che desse corso al rilancio e a una radicale innovazione delle politiche ambientali della Regione, dai rifiuti, alle fonti rinnovabili al consumo di suolo.

Ma non può certo essere la Freda a dare degli insegnamenti su questo. Non ha né la competenza, né soprattutto la credibilità.

 

 

Nicola Dall’Olio

Capogruppo PD Consiglio Comunale di Parma

Commenti

commenti