Ambiente e Rifiuti, Parma

… e io pago: il conto salato di una promessa elettorale

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L’ossessione per l’inceneritore, unita alla sprovvedutezza e all’improvvisazione amministrativa (carenze spacciate per valori in campagna elettorale), rischiano di costare sempre più caro ai cittadini di Parma.

Il Tar ha infatti dichiarato illegittimo l’atto con il quale il Sindaco Pizzarotti, nell’agosto del 2013, ha sospeso per un mese l’esercizio provvisorio dell’inceneritore. Questa sentenza apre la strada ad una nuova richiesta di risarcimento danni milionaria da parte di Iren che si aggiungerà ai 28 milioni di euro già richiesti per l’ingiustificato fermo del cantiere decretato nell’estate 2011 dall’allora giunta Vignali, a suo tempo applaudito dal GCR di Folli.

Qua più che il Dies Iren si rischia di dovere intonare il requiem del Comune di Parma. Il problema è che il conto, come sempre, lo pagheranno i cittadini, che continuano ad avere le imposte comunali ai massimi e ora si trovano a dovere pagare anche la mini IMU. Senza nel frattempo avere avuto alcun beneficio sul piano della tariffa rifiuti. E con bollette per i servizi di acque, di luce e di gas sempre più care, a livelli ormai insostenibili per un numero crescente di famiglie, come il grave fenomeno dei distacchi delle utenze sta a testimoniare.

Invece di regalare soldi a Iren e scaricare sulle spalle dei cittadini i costi di una promessa elettorale che non poteva essere mantenuta, il Comune avrebbe dovuto attivarsi con la stessa multiutility e in tutte le sedi deputate per ridurre la tariffa di smaltimento dei rifiuti e prevenire i rincari delle altre utenze. Ma su questo fronte, nonostante le foto sorridenti del Sindaco Pizzarotti con il presidente del gruppo Iren Profumo e la nomina di Bagnacani a presidente di Iren Acqua e Gas, si è visto poco o niente. Solo briciole, ulteriori promesse e oneri e il progressivo svuotamento delle funzioni tecniche e decisionali della sede territoriale dell’ex municipalizzata.

Per i cittadini di Parma c’è proprio poco da sorridere.

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