• We will not wait. We’ll do it now

    by  • 01/01/2014 • Lavoro e Società, Politica nazionale

    de_BlasioWe will not wait. We’ll do it now. Noi non aspetteremo. Lo faremo adesso. Questo ha ripetuto stasera Bill De Blasio nel suo discorso di insediamento come sindaco di New York. Bill De Blasio ha detto che non aspetterà a prendere azioni che riducano l’ineguaglianza economica e sociale che si è prodotta in questi anni di crisi tassando chi è più ricco e dando servizi a chi ha meno. Non aspetterà a mettere un freno agli eccessi di Wall Street. Non aspetterà a migliorare le scuole e gli asili, a promuovere corsi formativi di integrazione e recupero, a garantire assistenza e cure per tutti, ad affrontare la povertà, a dare ad ogni newyorkese l’opportunità di istruirsi, di realizzarsi, avere un lavoro, una famiglia, successo nella propria vita. De Blasio ha detto che un sindaco si deve certo preoccupare di garantire la sicurezza in ogni quartiere e di tenere le strade pulite. Ma che il suo vero obiettivo sarà combattere le disuguaglianze perché nessuno resti indietro. E non aspetterà. Lo farà da subito.

    Un discorso molto progressista e pragmatico, per i canoni nostrani quasi rivoluzionario. Come per noi appare rivoluzionaria la sua famiglia che dice dell’America e di questo sindaco forse ancora più delle sue parole: lui figlio di immigrati del sud dell’Italia, lei afroamericana, due figli mulatti, di cui il maschio, Dante, con una formidabile chioma anni 70 da Jackson five. Dopo il magnate della finanza Bloomberg, che andava in municipio in metropolitana e pare abbia finanziato direttamente, di sua tasca, i programmi sociali del Comune per più di 300 milioni di euro, ecco l’italoamericano progressista De Blasio che entra in carica avendo preso più del 70% dei voti. Si può dire tutto degli Stati Uniti ma non che non abbiano capacità di rigenerarsi, di cambiare radicalmente quando le cose non vanno. Vedremo nei prossimi mesi se De Blasio riuscirà davvero a cambiare le cose. Di sicuro non aspetterà. E speriamo che nel 2014, dopo il risultato delle primarie del PD, sia la volta buona anche per l’Italia. Noi non ci possiamo più permettere di aspettare.

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