• Parma Democratica – Bilancio (politico) di una scommessa vinta

    by  • 05/10/2013 • Eventi, Parma

    FlierPRdemocratica
    Parma Democratica è stato un grande successo.
    Sono venuti a centinaia, lavoratori, pensionati, imprenditori, professionisti, disoccupati, precari, studenti e soprattutto molti, moltissimi giovani.

    L’organizzazione di volontari ha funzionato alla perfezione nonostante le difficoltà del contesto: abbiamo coordinato un centinaio di persone, servito cene per oltre quattrocento coperti, servito tantissimi ragazzi al nostro bar, montato il palco, smontato, pulito, risolto problemi, con l’entusiasmo e la gratificazione di chi si accorge che lo sforzo fatto è apprezzato da tutti e con il piacere di chi sente di stare facendo qualcosa di importante per la città in cui vive e di cui è parte.

    E’stata una grande bellissima festa.
    Ma non è stata solo quello: abbiamo ridato dignità ad un luogo simbolo del degrado civile e politico vissuto da Parma negli ultimi anni, uno spazio meraviglioso dimenticato da quasi tutti, diventato l’orinatoio dei reduci della movida. Un luogo che per due giorni ha cambiato pelle ed è diventato centro di aggregazione, di socialità, di politica, di passione e soprattutto di convivenza civile, ripulito e attrezzato per tornare di “proprietà” della città intera.

    E siamo stati noi del PD, il nostro partito, a farlo, a dimostrare che un’alternativa al degrado, alla insicurezza, all’abbandono, alla maleducazione, alla decadenza è possibile, che si può reagire a tutto questo e che non lo si fa con la protesta demagogica, ma con la forza della politica e dell’organizzazione, creando relazioni, cultura e dibattito con la città, nella città.
    Insomma, abbiamo fatto quello che un partito è chiamato a fare e cioè politica nel luogo di cui vuol essere espressione.

    I dibattiti, nella gran parte legati al contesto locale, hanno avuto un costante riscontro, c’è stato il ritorno di tanti che in passato avevano simpatizzato con il PD e poi magari si erano persi per strada; ma soprattutto abbiamo incontrato molte persone, mai viste prima a iniziative politiche, che hanno partecipato e condiviso insieme a noi. Abbiamo parlato di rigenerazione urbana e del futuro dell’Ospedale Vecchio, ma anche dello stato del lavoro a Parma, dell’innovazione, dei servizi pubblici locali, della partecipazione e delle forme di partito, di cultura, oltre che dell’incerta situazione nazionale assieme ai nostri parlamentari.

    E abbiamo fatto festa e musica in modo civile, nel rispetto delle tante regole burocratiche che aggravano gli oneri e la fatica di organizzare un evento di questo tipo nel cuore della città, dove le persone vivono e risiedono. Alla fine è stata una festa del Partito Democratico provinciale e cittadino, con tutti i problemi, gli inevitabili errori, le possibilità di miglioramento di una “prima volta” organizzata di corsa nel pieno dell’estate.

    Ma, ciò che più conta, il partito è stato l’unico vero e grande protagonista di questa festa e lo dimostra il fatto che, al di là degli orientamenti congressuali, circoli, iscritti e simpatizzanti, volontari, giovani democratici, insieme alle associazioni che hanno aiutato nell’organizzazione, si sono sentiti tutti a casa loro.

    Ci siamo sentiti parte di un partito in cui si può convivere rispettando le opinioni di tutti, facendo politica per il PD ma soprattutto per la città, e ci siamo restituiti la speranza che le cose possano cambiare, ma soprattutto la certezza che il cambiamento siamo noi, che ha ancora senso far parte di un partito e che questo, prima di tutto, significa mettersi al servizio della collettività.
    Abbiamo lavorato per trasformare l’Ospedale Vecchio da simbolo del degrado a simbolo della speranza di rinascita per il PD e per la città. La grande partecipazione e l’entusiasmo riscontrato ci dice che ci siamo riusciti. Da qui riparte il PD. Da qui deve ripartire Parma.

    Grazie indistintamente a tutti coloro che ci hanno creduto e che hanno lavorato per rendere possibile questo nuovo inizio.

    Lorenzo Lavagetto, Nicola Dall’Olio, Carla Mantelli

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