Parma

Assemblea dei 500 – Un flop annunciato

Un primo commento “a caldo” da parte di Sergio Manghi, sociologo dell’Università di Parma, della Giornata della Democrazia (altrimenti nota come assemblea dei 500), organizzata dall’amministrazione Pizzarotti. Da quanto annunciato sul blog di Beppe Grillo doveva essere la prima esperienza di democrazia diretta in Italia. I numeri e gli esiti dicono il contrario. 317 presenti all’inizio, 193 votanti alla fine, l’ uno per mille degli abitanti di Parma, meno di 1/4 delle preferenze singole che ho ottenuto per entrare in Consiglio comunale (876). E tutto questo nonostante un insistente campagna comunicativa, costata, a detta della stessa amministrazione tra i 15.000 e i 20.000 euro.

In base alle dichiarazioni e ai comunicati ufficiali l’assemblea doveva occuparsi di redigere il nuovo regolamento per la partecipazione decentrata nei quartieri. Su questo tema avevamo presentato una mozione come gruppo consiliare PD per istituire le consulte di quartiere, mozione regolarmente bocciata dalla maggioranza pentastellata con la giustificazione che le modalità di partecipazione le avrebbero definite e decise i “cittadini”, i 500 appunto. Ma nell’assemblea si è affrontato di tutto, 23 le raccomandazioni votate a maggioranza con un quorum di ben 97 voti. Numeri che dicono da soli della rappresentatività delle raccomandazioni. A breve usciremo con un commento più articolato, che terrà conto anche delle proposte da noi già elaborate e presentate in Consiglio (come la Carta di Pisa, una delle 23 raccomandazioni) e degli spunti emersi nell’incontro “Democrazia è partecipazione” tenutosi sabato 28 nell’ambito di Parma Democratica.

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