• Rigenerazione Urbana: il futuro della città – Parma Democratica 27 settembre ore 18

    by  • 26/09/2013 • Eventi, Parma, Suolo e Paesaggio

    Vi sono state, nel passato recente, visioni urbanistiche che hanno portato all’allargamento incondizionato delle citta’. Tale fenomeno, supportato anche da logiche speculative spinte ad incrementare valori immobiliari dei terreni, si è eroso costantemente il territorio agricolo patrimonio essenziale per la nostra economia.

    L’effetto di tale pianificazione è stata la l’introduzione costi di gestione sempre più difficili da mantenere in termini di servizi, si sono generate polarità funzionali che richiedono mezzi e tempi di spostamento sempre maggiori con conseguenze ambientali di fronte a tutti.

    Tutti gli indicatori siano essi economici, ambientali, architettonici, sociali, inducono alla rigenerazione degli ambiti già edificati della città, ovvero alla riqualificazione di ciò che esiste, al riuso di ciò che è stato dismesso, alla densificazione di territori già urbanizzati.

    Tali contesti infatti sono già dotati di infrastrutture, di servizi, di socialità che possono essere migliorati ma che già esistono e quindi richiedono minori costi complessivi e comportano alla collettività un miglioramento anche sociale attraverso la riqualificazioni dei luoghi in cui le persone già abitano.

    Un grande quantità di edifici vuoti da riusare, una enorme quantità di edifici da ristrutturare, una certa quantità di sostituzioni da operare al fine di diminuire i consumi energetici necessari, rendere la qualità dell’ambiente migliore, più salubre, rigenerare spazi antropici in cui la qualità della vita è adeguata agli standard del terzo millenio: in un termine assai di moda “riciclare” la città.

    E’ indispensabile avviare processi, anche di comunicazione, atti a privilegiare anziché ad ostacolare il riutilizzo del patrimonio esistente visti i tanti benefici collettivi che tale pratica porta con sé, ma consci delle difficoltà ed a volte dei disagi che essa comporta.

    Occorre di conseguenza attivare al più presto modificazioni prima di tutto nel pensiero comune al fine di far comprendere come gli ambienti rigenerati possono essere di qualità quanto o a volte superiore del costruito ex novo, ma anche approvare varianti normative e regolamentari tali da incoraggiare e favorire gli investimenti in tale direzione.

    La rigenerazione del patrimonio costruito deve passare quanto prima ad essere considerata da una grave problematica da affrontare ad una delle principali opportunità socio-economiche attraverso le quali uscire dalla crisi senza per ciò disperdere valori etici ed ambientali in nome di un mero sviluppo economico.

    E’ indifferibile l’individuazione delle modalità di intervento anche nelle periferie della città tali da preservare valori architettonici di rilievo e favorire al contempo la ristrutturazione del patrimonio più compromesso dal punto di vista prestazionale ed energetico.

    Di questi temi si parlerà nella tavola rotonda che si terrà venerdì 27 settembre alle ore 18.00 nella Sala dell’Oratorio Novo (ingresso dal cortile della Biblioteca Civica)

    Introduce e conduce la tavola rotonda

    Massimo Iotti, architetto, consigliere comunale PD,
    Strategie di intervento e aspetti attuativi e normativi per il recupero dell’esistente

    intervengono:

    Paolo Giandebiaggi, architetto, professore universitario
    Conoscenza del patrimonio esistente da riqualificare quale premessa agli interventi di riqualificazione architettonica ed urbana.

    Paolo Michiara, direttore Rivista amministrativa degli appalti
    Aspetti legislativi nei rapporti tra pubblico e privato nella trasformazione dell’esistente.

    Pietro Zanlari, architetto, Fondazione Architetti di Parma e Piacenza

    Fabrizio Bonati, ingegnere, Lega Cooperative di Parma

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