Europa

Un nuovo modello di sviluppo – Ce lo dice l’Europa

Disaccoppiare la crescita economica dal consumo di risorse; cambiare modello di sviluppo; avviare una transizione verso un`economia circolare che non consuma ma riutilizza le risorse; riprogettare i beni di consumo per garantirne la riciclabilità, il riuso, la riparazione; fare in modo che i prezzi riflettano il vero costo ambientale di un prodotto sull’intero ciclo di vita; spostare il carico fiscale dal lavoro all’ambiente; togliere sussidi e sgravi per attività non sostenibili…

Sembrano gli slogan radicali di qualche movimento per la decrescita o di qualche associazione ambientalista. Invece è la posizione del Commissario Europeo all`Ambiente Janez Potocnik fatta propria dalla Commissione nel recente Manifesto per un`Europa efficiente nell`uso delle risorse e nella strategia di rilancio economico Europa 2020.

Nel dibattito politico nazionale si considerano ancora le politiche ambientali come adempimenti e costi da aggiungere a un modello di sviluppo invariato, che non si vuole o non si è in grado di mettere in discussione. E` il famoso sviluppo con l`addendo “sostenibile”, qualcosa che in tempi di crisi, si dice, non possiamo nemmeno più permetterci. Costa troppo. Altre sono le priorità. E` inutile dire che questa è una visione obsoleta, provinciale e soprattutto perdente.

Per uscire dalla crisi, per creare lavoro, reddito, benessere, abbiamo invece bisogno di un modello economico diverso da quello che la crisi l`ha prodotta. Un modello nuovo che richiede un cambio radicale del sistema energetico e di trasporto, del modo di produrre e di consumare, di progettare gli edifici e le città. Un modello che ha al centro, e non al lato o in aggiunta, la sostenibilità come valore e obiettivo di fondo su cui impostare le politiche industriali e del lavoro. Un new green deal, un nuovo patto ecologico capace di generare benessere e occupazione duratura, innovazione tecnologica, qualità di vita e dei servizi, più equa distribuzione delle risorse.

Non ce lo dicono le organizzazioni ambientaliste. Ce lo dice l`Europa, la stessa Europa che viene evocata per giustificare le misure di rigore fiscale. Forse è giunto il tempo di invocarla anche per altre questioni.

 

La comunicazione di Janez Potocnik: Planet_people_profits

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