Parma, Politica nazionale

Ora le politiche – ma non ripetiamo l’errore di Parma

Bersani ha vinto le primarie e ora Bersani sarà il candidato premier mio e di tutto il centrosinistra alle elezioni politiche, la vera partita da giocare.

Il risultato è netto e non si presta a discussioni. Così come netto è stato il successo delle primarie sul piano organizzativo e della partecipazione: 3 milioni di persone al voto in entrambi i turni. Decine di migliaia di persone, che devono solo essere ringraziate, impegnate nei seggi dalla mattina alla sera per due domeniche di fila. Una grande prova di democrazia che nessun altro schieramento sarebbe in grado di mettere in campo.

Il giudizio largamente positivo e l’ampio risultato non devono però portare a trascurare alcuni aspetti critici, che possono essere migliorati, e il chiaro segnale politico che emerge dalle primarie.

Sul piano del metodo è indispensabile che dalle prossime votazioni, per evitare diatribe e forzature, le regole vengano stabilite con anticipo e una volta per tutte, possibilmente togliendo il secondo turno che non porta alcun valore aggiunto (soprattutto se bloccato sull’elettorato del primo turno) e costa un’enorme fatica organizzativa. Le centomila persone che sono state respinte dal voto al secondo turno non avrebbero cambiato il risultato delle primarie. E’ certo però che sono state perse come elettori.

Sul piano politico non deve essere sottovalutato il significato del risultato di Renzi al primo turno: più di 1 milione di persone che hanno sostenuto la sua richiesta di rinnovamento, non solo del gruppo dirigente, ma anche della stessa proposta politica del PD. E soprattutto non deve essere disperso quel patrimonio di entusiasmo, energia, innovazione che Renzi ha saputo mobilitare, portando molte persone nuove ad avvicinarsi alla politica attiva.

L’errore peggiore sarebbe trincerarsi dietro il mero esito elettorale, archiviare il dato politico, non capire e non fare proprie le richieste di una parte consistente di elettorato che non vota in base all’appartenenza o per contrapposizione alla “destra”, ma in base alla proposta che si è capaci di mettere in campo e a dimostrazioni concrete di cambiamento e di apertura, a cominciare dalle primarie per i parlamentari e dall’applicazione della regola statutaria (a proposito di rispetto delle regole) del limite dei tre mandati. A Parma quell’errore è stato pervicacemente commesso, con le conseguenze che tutti conosciamo. Confido che Bersani abbia l’intelligenza politica per evitarlo e per realizzare davvero quel rinnovamento interno che da tempo promette. E’ quella la strada, molto più dell’alleanza con Casini, che ci può portare a vincere le elezioni.

 

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