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Ce lo chiede l’Europa: consumo netto di suolo zero

Tutte le misure di austerità adottate dal governo sono state giustificate agli occhi dell’opinione pubblica dalla frase “Ce lo chiede l’Europa”. Ma l’Europa non è solo moneta unica, austerity fiscale, liberalizzazione dei mercati, è (per fortuna) molto di più, è politica energetica e climatica, misure di salvaguardia ambientale, sostegno alla ricerca e all’innovazione. Se non ce lo avesse chiesto l’Europa, in Italia saremmo ancora all’anno zero con le fonti rinnovabili o la tutela delle acque, tanto per citare due esempi. Recentemente la Commissione Europea ha adottato una comunicazione sull’uso efficiente delle risorse, che promuove un nuovo modello economico di produzione e di consumo fondato sul principio di fare di più con meno, ovvero usare meno per vivere meglio. Tra le risorse prese in considerazione c’è anche il suolo. L’obiettivo è di raggiungere il consumo netto di suolo zero al 2050. Ma per fare questo bisogna agire già adesso a livello locale nei paesi di più matura industrializzazione e urbanizzazione, come il nostro. La Commissione ha così adottato delle linee guida sul contenimento, la mitigazione e la compensazione del consumo di suolo che sono state presentate nel corso di una conferenza tenutasi a Bruxelles il 10 e l’11 maggio scorso. Sono stato invitato come membro esterno del gruppo di lavoro che ha redatto le linee guida e per introdurre la proiezione del film Il suolo minacciato, per l’occasione sottotitolato in inglese. Di seguito il comunicato stampa con alcune proposte per il Comune di Parma.

“Consumo netto di suolo zero: è questo l’indirizzo della Commissione Europea che dobbiamo applicare anche a Parma”. Lo dice Nicola Dall’Olio di ritorno da Bruxelles dove ha partecipato ad una conferenza internazionale organizzata dalla Direzione Ambiente della Commissione. Nel corso della conferenza sono state presentate le linee guida europee per il contenimento del consumo di suolo, documento al quale Dall’Olio ha contribuito come esperto esterno. Secondo il commissario all’ambiente Janez Potocnik, intervenuto alla conferenza, la perdita delle risorse del suolo a causa dell’urbanizzazione è una delle principali sfide ambientali cui l’Europa è confrontata. In base ai dati della Commissione, a livello comunitario vengono consumati da parte dell’urbanizzazione più di 1000 km2 di suolo agricolo all’anno.  La Provincia di Parma è una delle aree in Europa con il tasso di consumo più alto. ” Il suolo agricolo è una risorsa scarsa e non rinnovabile, sempre più contesa a livello globale. Se vogliamo continuare ad essere la Food Valley italiana e preservare una risorsa strategica per il futuro bisogna invertire subito la rotta seguendo le indicazioni comunitarie. La Commissione ci dice di puntare al consumo netto di suolo zero. Questo significa che occorre prima di tutto recuperare e riqualificare le aree urbane esistenti. Se invece si realizzano nuove strade o espansioni, bisogna garantire un bilancio zero restituendo ad usi agricoli e naturali terreni degradati o aree occupate da edifici dismessi. E’ il principio di compensazione che trova già applicazione in paesi come la Germania e l’Olanda. Purtroppo da noi il principio della compensazione si è invece spesso tradotto nel suo opposto: ovvero nell’ulteriore occupazione di suolo attraverso la costruzione di strade e bretelle spesso inutili. La Commissione europea ci chiede che questo non accada più.”

Nel corso della conferenza è stato evidenziato come l’obiettivo europeo può essere conseguito solo con il coinvolgimento e l’impegno delle amministrazioni locali, perché  è a quel livello che si decidono le trasformazioni di uso del territorio. Le linee guida presentate sono uno strumento operativo che può essere adottato da subito nella pianificazione comunale. “A Parma abbiamo un altro problema – prosegue Dall’Olio – Il PSC vigente contiene delle previsioni di espansione abnormi, quasi 2000 ettari, che devono essere ridotte e ridimensionate sui reali fabbisogni della città adottando un nuovo piano. Anche il POC andrebbe rivisto, come suggerisce il recente documento redatto dal settore edile dell’UPI. Puntare al consumo netto zero non vuole infatti dire penalizzare il settore delle costruzioni. Al contrario, questo vincolo che ci viene chiesto di applicare dall’Europa genera l’opportunità per avviare un vasto programma di riqualificazione urbana che potrà garantire occupazione e portare benefici sul piano dell’efficienza energetica, della qualità abitativa e della sostenibilità della nostra città. Perché questo accada occorre che al vincolo sul consumo di suolo il Comune affianchi incentivi fiscali e misure di semplificazione e accompagnamento volte a favorire e promuovere la riconversione. Il principio che si deve affermare, qui come in altri settori, è quello del riciclo e del riuso dell’esistente in modo da preservare una risorsa preziosa e insostituibile come il suolo. Come diceva Mark Twain: comprate la terra. La natura non ne fa più.”

Alla conferenza, durata due giorni, sono intervenuti tra gli altri, il Commissario all’agricoltura Dacian Ciolos, l’ex ministro tedesco dell’ambiente Klaus Topfer, l’assessore regionale all’ambiente Sabrina Freda. Nel corso della conferenza è stato inoltre proiettato il film Il suolo minacciato, realizzato dallo stesso Dall’Olio.

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