Eventi, Parma

Debiti e partecipate: una sfida prioritaria per la prossima amministrazione

Per governare una città servono le risorse, quindi prima di poter avanzare proposte credibili e dettagliate è necessario conoscere esattamente la situazione finanziaria – e soprattutto debitoria – del Comune di Parma.
Per questo Nicola Dall’Olio, candidato sindaco alle primarie, ha scelto di partire proprio da qui, dal tema prioritario delle risorse, per avviare sua campagna elettorale. Una campagna elettorale che punta ad entrare nel merito delle questioni attraverso una serie di incontri, organizzati per mettere in campo le competenze, amministrative e tecniche, della società civile.
Lunedì sera, alla Corale Verdi, Nicola Dall’Olio ha riunito attorno ad un tavolo Giorgio Pagliari, ex capogruppo del Pd in consiglio comunale, e Simona Caselli, esperta di finanza pubblica e con l’aiuto di Paolo Scarpa in veste di moderatore, ha cercato di tracciare un quadro della situazione attuale. “Il Comune non è in (s)vendita”, era il titolo dell’incontro a cui hanno partecipato oltre un centinaio di persone, “Segno che quella che abbiamo tracciato è la strada giusta”, ha sottolineato.


“La situazione debitoria del Comune, generata da un sistema di società partecipate che ha ipotecato il futuro della città – dice Dall’Olio – rischia di paralizzare l’attività amministrativa, quindi è fondamentale capire qual è l’effettivo ammontare dei debiti. In attesa del bilancio 2012 a cui sta lavorando il Commissario, sembra comunque assodato che la cifra sia almeno di 600 milioni di euro”.
Più di 700 milioni, secondo Pagliari, che aggiunge ai debiti delle partecipate quelli del Comune e ricorda che “I 55 milioni di euro depositati in Banca Monte sono vincolati, non utilizzabili, così come i 70 milioni del fondo ex metro”.
“Il ruolo di Giorgio Pagliari e dell’opposizione – ha sottolineato Scarpa – è stato fondamentale per portare alla luce il sistema di scatole cinese costruito grazie alle partecipate; un sistema, nato nel 2000 ed esploso negli ultimi anni, che ha rappresentato un modo di governare, facendo prevalere gli interessi di pochi su quelli pubblici”.
“Più che non essere in svendita – ha sottolineato Pagliari richiamando il titolo dell’incontro – il Comune si è già venduto tutto quello che poteva, e questo è un dato drammatico che deve far preoccupare per le ricadute che avrà sui lavoratori, dipendenti e non, dell’amministrazione, sui servizi. Il futuro sindaco avrò il duro compito di conciliare il risanamento di bilancio con il rilancio economico. Non si tratta solo di voltare pagina: bisogna proprio cambiare libro”.
Da ex capogruppo Pagliari (che, ci ha tenuto a sottolinearlo, è disponibile per partecipare ai confronti di qualsiasi candidato alle primarie) ricorda bene come il Comune è arrivato alla situazione attuale: “Già nel 2007, sul bilancio di previsione 2008, avevamo chiesto la certezze delle coperture finanziarie. Non c’era una sola opera che fosse integralmente già finanziata, eppure i cantieri sono stati avviati e oggi sono bloccati dalle imprese che non sono state pagate. Questo è il risultato di un sistema costruito per eludere i vincoli del patto di stabilità, per alimentare la politica dell’immagine e delle clientele e accrescere così il consenso”.
Di una cosa Pagliari è certo: “Il sistema delle partecipate dovrà trovare al suo interno le risorse per risolvere la situazione“.
Concorde Simona Caselli: “Per prima cosa occorre fare chiarezza sull’esatto ammontare del debito; dopo di ché sarà necessario cambiare schema”.
Come? Attraverso la semplificazione del sistema delle partecipate, prima di tutto: “In questi ne sono state create troppe, hanno rappresentato costi e sprechi inaccettabili e hanno impedito la giusta valorizzazione delle competenze interne al Comune; anche se è difficile pensare di abolirle tutte, alcune dovranno essere liquidate, altre potranno essere accorpate; il tutto dovrà essere fatto con estrema chiarezza e trasparenza nei confronti dei cittadini”.
Una volta ridotte le società partecipate, dovranno essere chiari i costi, tempi e i compiti operativi di quelle che restano.
“Servono nuove regole – aggiunge Caselli: nella scelta delle persone, delle consulenze esterne, nella gestione dei costi interni, nei rendiconti periodici che devono passare dal consiglio comunale, cioè dagli eletti; e ancora nuove regole nelle procedure d’appalto, nelle firme dei contratti, nelle coperture finanziarie”.
Serve, soprattutto, che una squadra di persone con competenze specifiche, si metta attorno ad un tavolo per cercare soluzioni praticabili, “Perché con 600 milioni di debiti che pesano sulle spalle dei cittadini non si può scherzare”.
E questo è proprio il metodo che intende mettere in pratica Nicola Dall’Olio, che ha ricordato come tramite il sito internet www.nicoladallolio.it sia possibile inviare proposte, suggerimenti, idee.
Per Dall’Olio è “Una sfida cruciale, che richiama un grande senso di responsabilità e di spirito di servizio. Nessuno ha le risposte in tasca: occorre conoscere a fondo i problemi e mettere in campo tutte le competenze che abbiamo per costruire, mano a mano, le soluzioni”.

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